Archivio | 4 maggio 2013

L’amore che perdona

cuore tra mani
L’Amore che perdona è un fanciullo “scalzo”, che nella fredda notte vaga per le strade buie, deserte,minacciose!
Egli è inerme e si offre, in tutta la sua debolezza, a chi gli ha mostrato il volto più oscuro della “Vita”, facendogli del male. Con le sue mani tese, cerca di riafferrare quelle mani che l’avevano abbracciato, accarezzato e cullato, e che sono divenute, improvvisamente, “ostili artigli”: desiderosi di strappargli il cuore!
Ma il “fanciullino”, seppur graffiato, spaventato, deluso, non vuole rinunciare al suo ruolo “amante”, e lacero e contuso chiama, con voce forte, il suo “oppositore” e “inaspettato nemico”, mai stancandosi di gridargli: “Io ti perdono…io ti perdono…” Egli solo sa che le sue ferite non possono guarire, nè rimarginarsi, finchè non vengono curate dalla mano che le ha inferte.
L’Amore che perdona mai si stanca di gridare per “monti e valli” e ad ogni cuore amareggiato bussa, finchè non apra…e sfonda porte, abbatte muri!
 Egli vuole solo riportare, nell’anima di chi lo fugge, la pace di un Amore ritrovato, perdonato, redento!
Se troverà le braccia, di chi lo ha reso “scalzo”, di nuovo aperte, l’Amore che perdona si lascerà avvolgere da esse e tornerà a fidarsi, a donarsi, a credere… ed ogni “ferita”, anche la più “purulenta” guarirà!

Primo Mazzolari – C’è sempre qualche cosa che …

goccia fiore

C’è sempre qualche cosa che serve all’esperienza e alla saggezza del santo; c’è sempre qualche cosa di positivo anche nelle epoche più negative. Lentamente, ma interrottamente, con una fatica che congiunge le lacrime di chi semina alla gioia di chi raccoglie, sale la novità, che domanda ogni giorno qualche cosa di nuovo a noi stessi. Se uno non si sforza di rinascere ogni giorno, il fermento che lo spirito gli ha comunicato, si arresta immediatamente e si corrompe, ed il domani, anche se un domani di vittoria, non è più novità.