Archivio | 5 Mag 2013

Amicizia: un canto nel cuore

stagno
Sapere di avere un amico ci fa iniziare ogni giorno con un “canto nel cuore”, ci risvegliamo ai piedi di una sorgente dove la luce del mattino filtra tra le fronde, e lo scrosciare dell’acqua accompagna la  “rinascita”, quell’acqua nella quale possiamo rispecchiarci e che  restituisce non l’immagine del nostro volto, ma quella del ” sorriso amico”: luminoso, franco, amico, schietto!
Ed è con quest’immagine che comincia il nostro “viaggio nel tempo”, dove incontreremo volti, ascolteremo parole, punteremo i nostri occhi in altri occhi, ritrovando in essi quella luce che è la nostra amicizia: dono di Dio alla nostra vita!
Amicizia che è capace di fare di noi dispensatori di pace, di serenità, di speranza, perchè è solo il cuore abitato…il cuore dove è scritto un nome…il cuore dove è impresso un volto…, che può dire ad altri cuori: “Credete, amate, gioite, l’amicizia farà di voi persone nuove, doni di Dio al prossimo.”,
Questo nostro tempo, è abitato da uomini e donne che non sanno più abbracciarsi, ma creano distanze dai loro simili, che non sono solo “muri di pietra”, ma “baluardi interiori di diffidenza” e così vagano in cerca di quell’acqua che sa dissetare, quella sorgente cristallina che si offre solo…”ad anime spoglie e disarmate!”

Martin Luther King – Le prove personali…

uomo sentiero neveLe prove personali mi hanno insegnato il valore di una immeritata sofferenza. Quando le mie sofferenze aumentarono io mi resi subito conto che vi erano due maniere in cui potevo rispondere alla mia situazione: o reagire con risentimento o cercare di trasformare la sofferenza in una forza costruttiva. Decisi di seguire la seconda maniera. Riconoscendo la necessità della sofferenza, avevo cercato di farne una virtù: fosse anche solo per salvarmi dall’amarezza, avevo cercato di vedere le mie prove personali come una occasione per trasfigurare me stesso […] Ho vissuto questi ultimi  anni con la convinzione che la sofferenza immeritata è redentiva! Vi sono alcuni che considerano ancora la croce come un ostacolo, altri lo considerano follia, ma io sono convinto, più di quanto lo sia mai stato prima, che essa è la Potenza di Dio per la salvezza sociale e individuale.[…]
Dio negli ultimi anni è stato profondamente reale per me. In mezzo ai pericoli esterni, ho sentito una calma  interiore; in mezzo ai giorni desolati e a notti di terrore ho udito una voce interiore che diceva: “Ecco io sarò con te”. Quando le catene della paura e i ceppi delle frustrazioni avevano quasi ridotto all’impotenza i miei sforzi ho sentito la potenza di Dio che trasformava il travaglio della disperazione nella gioia della speranza.