Archivio | 12 maggio 2013

Lettera a una … chiocciola – Erwin Moser

lumachina scarabeo
Cara chiocciola,
stamattina ho trovato vicino alla mia casa una bottiglia d’inchiostro. Mi sono chiesto a lungo se ti dovevo scrivere. Quando poi ho trovato un pezzo di carta velina, mi sono fatto coraggio, ho cercato una penna d’oca ed ora sto seduto qui, ai piedi di un letamaio e ti scrivo questa lettera.
Sì, non voglio affatto tacere o mentire: abito su di un letamaio, perchè sono uno scarabeo stercorario.
Quando ti ho vista per la prima volta, tre giorni fa, ho temuto che mi scoppiasse il cuore. Ti ho amata fin dal primo istante!
No, io non mi abbandono a false illusioni. So che tu non verresti mai da me nel mio letamaio.
Ti ho vista nascosta dietro una foglia di castagno, mentre scivolavi con eleganza verso la staccionata accanto alla tana delle lepri.. Siccome probabilmente non ci incontreremo più, oso dirti: tu sei l’essere più bello che abbia mai visto! Il tuo corpo così snello, i tuoi delicati tentacoli e i teneri occhi, la tua incomparabile conchiglia…
Dalla natura hai ricevuto tutti i doni e le qualità che mi sono state negate. Sei di una morbidezza e purezza divine, mentre io sono duro e fetido. I tuoi movimenti sono una delizia per gli occhi, mentre io struscio goffo e pesante. La tua indole è nobile ed emana sicurezza, io invece sono stupido e melanconico.
Non piaccio a nessuno, tutti mi scansano e non posso nemmeno dar loro torto..
Sono uno scarabeo stercorario. Ma sotto la mia brutta corazza nera, nel mio cuore, sono tutt’ altra cosa.
Amata chiocciola! Se questa lettera ti raggiungerà, rendimi lo scarabeo più felice del mondo e rispondimi!
Le mie speranze più audaci si realizzerebbero, se potessi vederti ancora una volta, magari da lontano…
Forse domani il tuo cammino ti farà passare vicino al mio letamaio. Attenderò quel giorno!
Il tuo scarabeo che ti adora e ti ama.

L’oasi

sabbia deserto
Uomini, donne, bambini, siamo una umanità che avanza in un deserto con poche oasi e molte “tempeste di sabbia”; è nelle oasi che facciamo gli incontri più interessanti e che fissiamo nei nostri occhi i volti di alcune persone che durante il percorso della vita non dimenticheremo mai, ma è alle tempeste di sabbia che dobbiamo la loro perdita, perchè tutto diventa confuso e nebuloso e improvvisamente ci ritroviamo soli, o accanto a persone che non ci interessano e con le quali dobbiamo camminare lo stesso, perchè magari sono più illuminati di noi, e riescono a non perdere la strada per giungere alla successiva oasi.
Il segreto sta, comunque, nel continuare ad andare, senza pause, senza cedimenti, senza perplessità, solo così possiamo  arrivare nell’oasi successiva e incontrare nuovamente la persona che ci aveva così profondamente colpito nella tappa precedente. Molti si fermano spossati e si adagiano sulla sabbia, senza più voglia di muoversi, altri vagano sperduti nella tempesta di sabbia girando continuamente su se stessi, ma quelli che non si arrendono… quelli, continuano a camminare, non si fermano mai, tengono lo sguardo fisso davanti a sé, perché hanno nel cuore un fuoco che non si spegne e quel fuoco li tiene accesi, vivi, seppure prostrati, assetati, sfiniti.
E’ quel fuoco, acceso da quel volto iniziale, che li condurrà appagati all’ultima meta: l’oasi finale, dove il deserto rimarrà solo uno sbiadito ricordo!

L’uomo stolto -Mohandas Karamchand Gandhi

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L’uomo stolto, che sembri controllare il proprio corpo,
ma nutra pensieri malvagi nella mente, fa uno sforzo vano.
Può essere pericoloso reprimere il corpo, se si consente
nello stesso tempo alla mente di andarsene fuori strada.
Dove la mente vaga, presto o tardi il corpo la seguirà…