Archivio | 14 maggio 2013

Lettera alla … “cara amica” solitudine

panchinaMia cara Solitudine,
solo ora posso chiamarti così: CARA!
Tu forse ora che sei per me una insostituibile amica, non sai….o forse sì, quanto ti ho sfuggita, evitata, persino: odiata!
Hai cercato la mia amicizia fin dai tempi dell’adolescenza: ti incontravo dappertutto. Venivi a scuola con me, mi camminavi a fianco, nessuno ti voleva e anch’io cercavo di evitarti e, a causa tua, che non desistevi, ero a mia volta evitata.
A scuola, poi, ti sedevi nel banco vicino al mio, che sceglievo sempre l’ultimo posto e mi facevi apparire, agli occhi dei miei compagni, scontrosa e strana!
Non ti sopportavo, avrei voluto eliminarti, ma tu non mi mollavi, ed io non riuscivo a confidarmi con nessuno.
In quegli stessi anni, quando rientravo a casa, pensavo di essere riuscita a non rincontrarti, ma proprio tra quelle “mura deserte” tu mi avevi…preceduta!
C’è voluto molto tempo per arrendermi a te; ci sono volute molte lacrime; ci sono stati numerosi “addii”, ma ora che ho raggiunto l’età della maturità, sono io che ti cerco, sono io che ti chiamo, e sono ancora io che ti raggiungo appena possibile, e quando tu mi siedi accanto non voglio che nessuno ci disturbi!
Ho imparato a godere della tua presenza nella mia vita e ti ringrazio per non aver desistito, nel pretendere e ricercare la mia amicizia.
Con te, accettata ed amata, ogni incontro diventa occasione di “dono” di tutto quello che ho e che sono…senza pretendere nulla in cambio.
Amichevolmente tua…