Archivio | 2 giugno 2013

Ivan S. Turgenev

mendicante

Passeggiavo per la via…Un mendicante un vecchio cencioso mi fermò.
Gli occhi infiammati, lacrimosi, le labbra violacee, le vesti a brandelli, ripugnanti ferite…Oh, come la miseria aveva laidamente conciato quell’essere infelice!
Mi tese una mano rossa, gonfia, sudicia… Con un gesto mi chiese aiuto. Io mi misi a frugare per tutte le tasche…Non avevo nè il portamonete, nè l’orologio, nè il fazzoletto…Non avevo nulla indosso.
E il mendicante se ne stava sempre lì, in attesa…
Tendeva la mano ed era scosso da un tremito lieve.
Turbato, confuso, afferrai, vigorosamente quella mano lurida e tremula…:”Abbi pazienza, fratello; non ho niente, fratello!”
Il mendicante mi guardò con i suoi occhi infiammati; le sue labbra violacee si schiusero e sorrisero, ed egli strinse a sua volta le mie gelide dita.
“Che importa, fratello” mormorò. “Grazie lo stesso anche questa è un elemosina, fratello.”
Io compresi  che anch’io avevo ricevuto un elemosina da quel fratello mio.

Gandhi – Signore aiutami …

libellula
Signore aiutami a dire la verità davanti ai forti
e a non mentire per avere l’applauso dei deboli.
Se mi dai fortuna, non togliermi la ragione.
Se non ho fortuna, dammi la forza per trionfare sul fallimento.
Se mi dai successo, non togliermi l’umiltà.
Se mi dai l’umiltà, non togliermi la dignità.
Se sarò in difetto con la gente,
dammi il coraggio di chiedere scusa
e se la gente mancherà con me
dammi il coraggio di perdonare.
Signore, se mi dimentico di te,
non ti dimenticare di me.