Archivio | agosto 2015

Camminare sull’acqua – Maria Teresa Marra Abignente

ventoIl vento oggi ha quasi la voce del mare. Passa tra gli alberi piegando le loro chiome con un rumore di onda. Qualche foglia si stacca, qualche frutto cade e tutto si inchina alla violenza del soffio come preso da un brivido. Resiste però la natura perchè ha radici profonde, radici che affondano nel ricordo di altre tempeste sofferte e che hanno insegnato il coraggio e la fiducia. Non nella sfida o nel rischio e neanche nel difendersi, ma nell’accogliere, semplicemente.
Sono due le cose che mi fanno pensare di possedere una scarsa dose di fortezza: non so piangere e non so sognare […] So bene che entrambe queste cose sono espressione di una eccessiva difesa dalle emozioni che non riescono a fluire libere e che anzi vengono vietate, cacciate via come un pericolo o ignorate come inutili. Ed è anche questo che assottiglia la mia fortezza, perchè difendersi non è la stessa cosa che resistere. La difesa porta ad una chiusura, ad un corazzarsi contro il male che può arrivare da ogni lato, ad uno sbarrare gli usci e le finestre anche all’aria- […] La resistenza è invece un atteggiamento attivo: ci si organizza attrezzandosi e si affronta il “nemico”, cioè quel che viene sentito come tale. Non si aspetta paralizzati che tutto sia passato, ma lo si aiuta a passare. E’ in fondo una disponibilità ad accogliere anche quello che ci può far male, a lavorarlo, ad utilizzarlo pure se doloroso. […] Tutto questo però presuppone coraggio, che non è quel coraggio sprezzante di chi cerca di dimostrare che nonostante tutto ce la fa e neanche quello compiaciuto di chi ama sentirsi vittima. E’ il coraggio faticoso di chi continua a camminare con i piedi sanguinanti, di chi avverte il bruciore delle ferite e nonostante tutto guarda avanti.
E’ il coraggio che ci viene chiesto di “camminare sulle acque” anche se intorno soffia la bufera…Leggeri, sulle acque gonfiate dal vento e fiduciosi. Sarò forte quando ritroverò la leggerezza dei sogni e la trasparenza delle lacrime e non avrò più paura di alzare lo sguardo e scorgere il buio; quando non temerò di essere sommersa dalle ondate che si alzano durante la mia traversata, ma mi abbandonerò sicura ad esse! […]