Archivio | 21 aprile 2016

Lo sguardo

volto copertoVedere non è guardare, perchè quando vediamo solamente ci lasciamo sfuggire moltissimi particolari. Guardare, a differenza di vedere, richiede molta attenzione, pazienza, tempo… Oggi non guardiamo più, preferiamo sorvolare e i particolari non ci interessano. E’ una forma di difesa, perchè se fissiamo il nostro sguardo su ciò che ci circonda, la sofferenza ci potrebbe travolgere come…un’onda anomala! Abbiamo paura di soffrire e non pensiamo che se ci fermassimo a “guardare” potremmo essere anche travolti dalla gioia, perchè se i nostri occhi incontrassero altri sguardi benevoli in noi cadrebbero tutte le forme di difesa e la serenità tornerebbe ad impadronirsi di noi!

Alziamo dunque lo sguardo!

Puntiamo i nostri occhi negli occhi dei nostri figli, se ne abbiamo; dei nostri genitori, se ancora ci sono accanto; dei nostri colleghi di lavoro, o anche semplicemente dei nostri vicini di casa.

“Guardiamo” il nostro prossimo, senza accontentarci solo di…vederlo e si scioglierà ogni diffidenza! Nell’era tecnologica non fissiamoci solo su uno schermo, non è quella la realtà!!!

Guardiamoci intorno e lasciamoci attirare anche dal più piccolo, insignificante particolare della nostra quotidianità, fosse anche solo la più piccola verde e fragile foglia di basilico che ha il coraggio di germogliare sul nostro balcone privo di sole e di luce!!!