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Siamo povera cosa

Nella nostra società la vita non vale più nulla. L’uomo uccide il suo simile con la stessa facilità e leggerezza con la quale posa il dito sull’interruttore della luce per interrompere il flusso di corrente. Ma la vita una volta “spenta” non si può più riaccendere! Così sarebbe meglio pensare sempre alle conseguenze dei nostri atti, perchè uno scatto d’ira può venire pagato caro, molto caro, perchè può portare a togliere dal “mondo” le persone che appena un minuto prima erano la ragione della nostra esistenza e, un minuto dopo, a motivo del nostro orgoglio ferito, vediamo come nemiche.
 Dall’infelicità ci separa solo un attimo, e in quell’attimo c’è tutto il senso dell’esistenza, perchè vogliamo essere amati come “dei” e non accettiamo più che vengano messi in risalto i nostri difetti, così nell’attimo in cui la persona amata ci dice, con sincerità, che non siamo così perfetti come ci sembra, la vista si offusca, il cuore si chiude e compiamo gesti che perdono umanità e sono dettati solo dal nostro estremo, ingiustificato amore per noi stessi,…solo per noi! Siamo povera cosa, se solo riuscissimo a capirlo e ad accettarlo gli altri ci amerebbero proprio a motivo della nostra semplicità ed umiltà, perchè ciò che muove il cuore all’amore non è “il bagliore del lampo”, ma è sufficiente “la tremula fiamma di una candela”.
Amare ciò che è semplice è innato in noi, è questa società che ci vuole far credere che merita più amore tutto ciò che appare, abbaglia ma…lascia accecati!
Pensiamo un po’ di più, prendiamoci delle pause, e lasciamoci amare in POVERTA’

Noi perdoniamo…P. Ermes Ronchi

Noi perdoniamo, ma in un angolo della nostra memoria conserviamo un po’ di rancore. Noi perdoniamo ma in un angolo dell’anima diventiamo diffidenti verso quella persona. Perdoniamo, ma non riusciamo più a fidarci come prima. È difficilissimo perdonare di cuore. Bisogna scommettere sull’uomo. Ancora. Bisogna scommettere non come atto d’istinto ma come atto di fede. Bisogna dare credito all’altro, in base non al suo passato, ma in base al suo futuro. Bisogna dare credito non per un atto di intelligenza ma per un atto di speranza. Noi non riusciamo a perdonare di cuore. La nostra pace tante volte assomiglia alla tregua di due contendenti che si fermano a riprendere fiato. Tante volte noi perdoniamo, ma conserviamo le offese come munizioni pronte per la prossima contesa. Perdonare di cuore implica una purificazione, una verginità della memoria.“

Se – Kipling

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo pero’ considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtu’,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici piu’ cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona contera’, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sara’ la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

Da “La storia infinita” – Michael Ende

IMG_9948[…]Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa[…]
Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere.
Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perchè lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro. E altri ancora vanno in rovina perchè non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia. Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un’idea fissa, che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici in un luogo diverso da quello dove si trovano e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenuto il potere. Insomma ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone.

M.Monroe

img_7612Credo che tutto accada per una ragione. Le persone cambiano perché tu possa imparare a lasciarle andare via. Le cose vanno male perché tu le possa apprezzare quando invece vanno bene, credi alle bugie perché poi imparerai a non fidarti di nessuno tranne che di te stesso, e qualche volta le cose buone vanno in pezzi perché cose migliori possano accadere…

Lo sguardo

volto copertoVedere non è guardare, perchè quando vediamo solamente ci lasciamo sfuggire moltissimi particolari. Guardare, a differenza di vedere, richiede molta attenzione, pazienza, tempo… Oggi non guardiamo più, preferiamo sorvolare e i particolari non ci interessano. E’ una forma di difesa, perchè se fissiamo il nostro sguardo su ciò che ci circonda, la sofferenza ci potrebbe travolgere come…un’onda anomala! Abbiamo paura di soffrire e non pensiamo che se ci fermassimo a “guardare” potremmo essere anche travolti dalla gioia, perchè se i nostri occhi incontrassero altri sguardi benevoli in noi cadrebbero tutte le forme di difesa e la serenità tornerebbe ad impadronirsi di noi!

Alziamo dunque lo sguardo!

Puntiamo i nostri occhi negli occhi dei nostri figli, se ne abbiamo; dei nostri genitori, se ancora ci sono accanto; dei nostri colleghi di lavoro, o anche semplicemente dei nostri vicini di casa.

“Guardiamo” il nostro prossimo, senza accontentarci solo di…vederlo e si scioglierà ogni diffidenza! Nell’era tecnologica non fissiamoci solo su uno schermo, non è quella la realtà!!!

Guardiamoci intorno e lasciamoci attirare anche dal più piccolo, insignificante particolare della nostra quotidianità, fosse anche solo la più piccola verde e fragile foglia di basilico che ha il coraggio di germogliare sul nostro balcone privo di sole e di luce!!!