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datemi … di Pino Tombolato

Datemi un raggio di sole chiaro
per poi portarlo dove c’è il buio.
Datemi un soffio di cielo azzurro
per poi donarlo a chi non lo vede …

Ed un sorriso da far volare
sopra il visetto di ogni bambino.
Datemi un cuore sempre più grande
perché io possa donare amore.

Datemi tutto ciò che volete
io sono qui con le braccia aperte
e con la gioia dentro il mio cuore
trasformerei ogni cosa in amore.

Niente è più bello di stare insieme
e con dolcezza volersi bene
e il nostro canto vola lontano
per dare a tutti serenità.

Datemi un pianto da consolare
ed una lacrima da asciugare.
Datemi un sogno da realizzare
per poi donarlo a chi l’ha perduto.

E se un bambino non ha un sorriso
io sono qui per dargli coraggio.
Datemi pure un viso un po’ stanco
per trasformarlo in felicità.

Datemi tutto ciò che volete …

Vita di coppia

Nella vita di coppia dei nostri giorni si rivive spesso il Triduo Pasquale e si ripercorre, in quasi tutte le sue tappe il cammino di Gesù.
Le coppie odierne iniziano il loro percorso sui passi di Gesù a partire dal Giovedì Santo, appaiono infatti disponibili ad un dialogo di amore, di comprensione, di condivisione, proprio come nell’Ultima Cena, ma questo momento, così  “paradisiaco”  purtroppo, destinato a spegnersi nella notte del “tradimento”.
Dopo i primi anni di chiarezza e reciprocità inizieranno le prime incomprensioni dovute alle cose non dette, ai piccoli sotterfugi destinati a diventare dei veri e propri “voltafaccia” e come per Gesù, per entrambi i coniugi ci sarà la solitudine, lo scoraggiamento per “i sogni infranti” e l’abbandono.
Alcune coppie si fermano a questo stadio e i loro rapporti che erano di reciproca confidenza diventano di gelida indifferenza.
Altre coppie, purtroppo, proseguono il loro “declino” e rendono le loro reciproche vite: un “Venerdì di Passione”, dove nessun colpo verrà risparmiato e dove il loro iniziale sentimento morirà, in modo molto doloroso.
Sono rari i matrimoni che “risorgono” e si…perdonano!
Sulla maggioranza delle storie matrimoniali cala una “pietra tombale”, che danneggia entrambi i partners e la società intera, composta, in quest’ultimo ventennio di uomini e donne di mezza età soli e sconfitti dalla vita!
Possa tutto ciò avere la sua fine, e possa giungere un “tempo favorevole”, nel quale ci si possa amare, ma anche sopportare e perdonare, per giungere INSIEME al…compimento dell’esistenza!

Un po’ d’argento – Bruno Ferrero

“Rabbì che cosa pensi del denaro?” chiese un giovane al maestro.
“Guarda dalla finestra” disse il maestro, “cosa vedi?”
“Vedo una donna con un bambino, una carrozza trainata da due cavalli e un contadino che va al mercato”.
“Bene. Adesso guarda nello specchio. Che cosa vedi?”.
“Che cosa vuoi che veda rabbì? Me stesso, naluralmente”.
“Ora pensa: la finestra è fatta di vetro e anche lo specchio è fatto di vetro.
Basta un sottilissimo strato d’argento sul vetro e l’uomo vede solo se stesso”.
Siamo circondati da persone che hanno trasformato in specchi le loro finestre. Credono di guardare fuori e continuano a contemplare se stessi.
Non permettere che la finestra del tuo cuore diventi uno specchio.

Profondità – Anthony de Mello

Disse il maestro all’uomo d’affari: «Come il pesce muore sulla terra asciutta, così tu muori quando resti intrappolato nel mondo. Il pesce deve tornare nell’acqua… tu devi tornare alla solitudine». L’uomo d’affari era atterrito: «Devo rinunciare ai miei affari ed entrare in convento?» «No, no. Continua nei tuoi affari ed entra nel tuo cuore».

(da “Un minuto di saggezza”)

Siamo povera cosa

Nella nostra società la vita non vale più nulla. L’uomo uccide il suo simile con la stessa facilità e leggerezza con la quale posa il dito sull’interruttore della luce per interrompere il flusso di corrente. Ma la vita una volta “spenta” non si può più riaccendere! Così sarebbe meglio pensare sempre alle conseguenze dei nostri atti, perchè uno scatto d’ira può venire pagato caro, molto caro, perchè può portare a togliere dal “mondo” le persone che appena un minuto prima erano la ragione della nostra esistenza e, un minuto dopo, a motivo del nostro orgoglio ferito, vediamo come nemiche.
 Dall’infelicità ci separa solo un attimo, e in quell’attimo c’è tutto il senso dell’esistenza, perchè vogliamo essere amati come “dei” e non accettiamo più che vengano messi in risalto i nostri difetti, così nell’attimo in cui la persona amata ci dice, con sincerità, che non siamo così perfetti come ci sembra, la vista si offusca, il cuore si chiude e compiamo gesti che perdono umanità e sono dettati solo dal nostro estremo, ingiustificato amore per noi stessi,…solo per noi! Siamo povera cosa, se solo riuscissimo a capirlo e ad accettarlo gli altri ci amerebbero proprio a motivo della nostra semplicità ed umiltà, perchè ciò che muove il cuore all’amore non è “il bagliore del lampo”, ma è sufficiente “la tremula fiamma di una candela”.
Amare ciò che è semplice è innato in noi, è questa società che ci vuole far credere che merita più amore tutto ciò che appare, abbaglia ma…lascia accecati!
Pensiamo un po’ di più, prendiamoci delle pause, e lasciamoci amare in POVERTA’