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Un po’ d’argento – Bruno Ferrero

“Rabbì che cosa pensi del denaro?” chiese un giovane al maestro.
“Guarda dalla finestra” disse il maestro, “cosa vedi?”
“Vedo una donna con un bambino, una carrozza trainata da due cavalli e un contadino che va al mercato”.
“Bene. Adesso guarda nello specchio. Che cosa vedi?”.
“Che cosa vuoi che veda rabbì? Me stesso, naluralmente”.
“Ora pensa: la finestra è fatta di vetro e anche lo specchio è fatto di vetro.
Basta un sottilissimo strato d’argento sul vetro e l’uomo vede solo se stesso”.
Siamo circondati da persone che hanno trasformato in specchi le loro finestre. Credono di guardare fuori e continuano a contemplare se stessi.
Non permettere che la finestra del tuo cuore diventi uno specchio.

Profondità – Anthony de Mello

Disse il maestro all’uomo d’affari: «Come il pesce muore sulla terra asciutta, così tu muori quando resti intrappolato nel mondo. Il pesce deve tornare nell’acqua… tu devi tornare alla solitudine». L’uomo d’affari era atterrito: «Devo rinunciare ai miei affari ed entrare in convento?» «No, no. Continua nei tuoi affari ed entra nel tuo cuore».

(da “Un minuto di saggezza”)

Siamo povera cosa

Nella nostra società la vita non vale più nulla. L’uomo uccide il suo simile con la stessa facilità e leggerezza con la quale posa il dito sull’interruttore della luce per interrompere il flusso di corrente. Ma la vita una volta “spenta” non si può più riaccendere! Così sarebbe meglio pensare sempre alle conseguenze dei nostri atti, perchè uno scatto d’ira può venire pagato caro, molto caro, perchè può portare a togliere dal “mondo” le persone che appena un minuto prima erano la ragione della nostra esistenza e, un minuto dopo, a motivo del nostro orgoglio ferito, vediamo come nemiche.
 Dall’infelicità ci separa solo un attimo, e in quell’attimo c’è tutto il senso dell’esistenza, perchè vogliamo essere amati come “dei” e non accettiamo più che vengano messi in risalto i nostri difetti, così nell’attimo in cui la persona amata ci dice, con sincerità, che non siamo così perfetti come ci sembra, la vista si offusca, il cuore si chiude e compiamo gesti che perdono umanità e sono dettati solo dal nostro estremo, ingiustificato amore per noi stessi,…solo per noi! Siamo povera cosa, se solo riuscissimo a capirlo e ad accettarlo gli altri ci amerebbero proprio a motivo della nostra semplicità ed umiltà, perchè ciò che muove il cuore all’amore non è “il bagliore del lampo”, ma è sufficiente “la tremula fiamma di una candela”.
Amare ciò che è semplice è innato in noi, è questa società che ci vuole far credere che merita più amore tutto ciò che appare, abbaglia ma…lascia accecati!
Pensiamo un po’ di più, prendiamoci delle pause, e lasciamoci amare in POVERTA’

Noi perdoniamo…P. Ermes Ronchi

Noi perdoniamo, ma in un angolo della nostra memoria conserviamo un po’ di rancore. Noi perdoniamo ma in un angolo dell’anima diventiamo diffidenti verso quella persona. Perdoniamo, ma non riusciamo più a fidarci come prima. È difficilissimo perdonare di cuore. Bisogna scommettere sull’uomo. Ancora. Bisogna scommettere non come atto d’istinto ma come atto di fede. Bisogna dare credito all’altro, in base non al suo passato, ma in base al suo futuro. Bisogna dare credito non per un atto di intelligenza ma per un atto di speranza. Noi non riusciamo a perdonare di cuore. La nostra pace tante volte assomiglia alla tregua di due contendenti che si fermano a riprendere fiato. Tante volte noi perdoniamo, ma conserviamo le offese come munizioni pronte per la prossima contesa. Perdonare di cuore implica una purificazione, una verginità della memoria.“

Se – Kipling

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo pero’ considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtu’,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici piu’ cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona contera’, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sara’ la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!