Archivi

Camminare sull’acqua – Maria Teresa Marra Abignente

ventoIl vento oggi ha quasi la voce del mare. Passa tra gli alberi piegando le loro chiome con un rumore di onda. Qualche foglia si stacca, qualche frutto cade e tutto si inchina alla violenza del soffio come preso da un brivido. Resiste però la natura perchè ha radici profonde, radici che affondano nel ricordo di altre tempeste sofferte e che hanno insegnato il coraggio e la fiducia. Non nella sfida o nel rischio e neanche nel difendersi, ma nell’accogliere, semplicemente.
Sono due le cose che mi fanno pensare di possedere una scarsa dose di fortezza: non so piangere e non so sognare […] So bene che entrambe queste cose sono espressione di una eccessiva difesa dalle emozioni che non riescono a fluire libere e che anzi vengono vietate, cacciate via come un pericolo o ignorate come inutili. Ed è anche questo che assottiglia la mia fortezza, perchè difendersi non è la stessa cosa che resistere. La difesa porta ad una chiusura, ad un corazzarsi contro il male che può arrivare da ogni lato, ad uno sbarrare gli usci e le finestre anche all’aria- […] La resistenza è invece un atteggiamento attivo: ci si organizza attrezzandosi e si affronta il “nemico”, cioè quel che viene sentito come tale. Non si aspetta paralizzati che tutto sia passato, ma lo si aiuta a passare. E’ in fondo una disponibilità ad accogliere anche quello che ci può far male, a lavorarlo, ad utilizzarlo pure se doloroso. […] Tutto questo però presuppone coraggio, che non è quel coraggio sprezzante di chi cerca di dimostrare che nonostante tutto ce la fa e neanche quello compiaciuto di chi ama sentirsi vittima. E’ il coraggio faticoso di chi continua a camminare con i piedi sanguinanti, di chi avverte il bruciore delle ferite e nonostante tutto guarda avanti.
E’ il coraggio che ci viene chiesto di “camminare sulle acque” anche se intorno soffia la bufera…Leggeri, sulle acque gonfiate dal vento e fiduciosi. Sarò forte quando ritroverò la leggerezza dei sogni e la trasparenza delle lacrime e non avrò più paura di alzare lo sguardo e scorgere il buio; quando non temerò di essere sommersa dalle ondate che si alzano durante la mia traversata, ma mi abbandonerò sicura ad esse! […]

Collocazione provvisoria

 

IMG_6101-0Collocazione provvisoria! Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce: la mia, la tua, non solo quella di Cristo.
Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi il calice amaro dell’abbandono. Non imprecare, sorella che ti vedi distruggere giorno dopo giorno dal male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero che non sei calcolato da nessuno.
Coraggio! La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “collocazione provvisoria”.
Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della Croce. ” Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra”.
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio: ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane; ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra; ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli e dell’uomo.
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota! Al di fuori di quell’orario c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.
Coraggio, allora, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla Croce. C’è anche per te una pietà sovrumana.
Don Tonino Bello

Il fiume e l’oceano – Osho Rajneesh

mare oceanoDicono che persino un fiume prima di riversarsi nell’oceano, tremi di paura. Guarda all’indietro per tutto il suo percorso le cime, le montagne, la lunga strada sinuosa attraverso le foreste e attraverso i villaggi e vede davanti a sè, un oceano così vasto, che entrarci dentro sarebbe come sparire per sempre.
Però non c’è verso, il fiume non può tornare indietro. Nessuno può farlo. Tornare indietro è impossibile nell’esistenza. Puoi andare solo avanti.
Il fiume deve rischiare ed entrare nell’oceano. E soltanto quando entra nell’oceano, la sua paura sparisce. Perchè solo allora, il fiume capisce che non si tratta di sparire nell’oceano, ma di trasformarsi in oceano.
Da un lato c’è la sparizione e dall’altro c’è la rinascita. Noi siamo così. Possiamo andare avanti e rischiare.
Coraggio! Avanza deciso e trasformati in oceano!

Le donne forti – S. Oberhammer

rosa 25Le donne forti le riconosci, non passano inosservate. Quando camminano senti la loro presenza, quando arrivano senti che qualcosa cambia.
Non sono donne facili, perchè non si accontentano, perchè vogliono e cercano qualcosa di più. Non hanno paura delle sfide per trovare ciò che hanno nel cuore, non hanno paura nemmeno di soffrire per inseguire i loro ideali.
Non vogliono piacere a tutti le donne forti, vogliono piacere soprattutto a se stesse. Quando le donne forti ti guardano non vedi solo i loro occhi. C’è qualcosa di più. E’ la loro anima che scorgi, ha il colore del sole e la luce della luna.
Quando le donne forti si muovono non c’è solo il loro corpo ma ci sono anche i loro sogni, le loro speranze, la fiducia che hanno in se stesse e negli altri.
Le donne forti non sono come tutti gli altri, ascoltano anche il loro lato più istintivo, ridono e piangono senza vergognarsi e se ne hanno voglia si siedono per terra o camminano scalze come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Le donne forti non sono donne che non sbagliano mai ma sono donne che affrontano i loro sbagli con la forza dell’anima. I fallimenti e le sconfitte diventano terreno fertile per imparare, per migliorare. Diventano il luogo dove l’anima trova gli spazi per crescere.
Le donne forti sono in grado di vestirsi di niente, ma di sembrare tutto. E’ la loro anima che le veste, è la forza di se stesse che le circonda. Ed è proprio questa loro presenza, a volte difficile, che merita di averle conosciute.

La vita è troppo bella … – Harvey Mackay

fiori

La vita è troppo bella per alzarsi la mattina con dei rimpianti. Quindi ama le persone che ti trattano bene e dimentica quelle che non lo fanno e credi che tutto accade per una ragione. Se arriva una occasione coglila! Se essa ti cambia la vita, lasciala fare! Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, hanno solo promesso che ne sarebbe valsa la pena.

Monologo a me stessa – Mirella Narducci

20140812-121520.jpg
Ho imparato ad essere bella
anche ora che il tempo vola.
Ingaggio battaglie con i nemici
che mi porto dentro, ossessivi
mi vogliono succube, mi coprono
di mutilazioni mentali eppure sapevo parlare d’amore…
Tutte le mie poesie hanno portato
sugli altari la passione, l’ardore
ho toccato con delicatezza i cuori
degli uomini e loro mi hanno imbastito
vestiti di solitudini.
Ho sentito rabbia e paura, ho piegato
il dolore, l’ho nascosto in un cassetto,
per timore, per difesa.
Mi sono specchiata e mi sono sentita ancora
bella, questa è la forza per non arrendermi:
il mio sorriso.