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da Lettera a mio figlio sulla felicità – Sergio Bambarèn

Pear flowers2“Allora compresi una cosa molto importante: il dolore fa parte della vita. La disperazione fa parte della vita. A volte anche toccare il fondo fa parte della vita. Ma non è assolutamente la fine. E’ solo l’inizio di qualcosa di più grande, qualcosa in grado di arricchire il tuo spirito molto di più di ogni altra esperienza vissuta fino a quel momento. Così come la nostra età non è altro che uno scherzo del tempo, allo stesso modo il dolore non è altro che un aspetto della vita. Non mi stancherò mai di ribadirlo: la felicità e la pace spirituale si possono raggiungere, sempre, non importa quanto ci si senta profondamente perduti, perchè il tempo guarisce ogni cosa. Certo, occorre essere pazienti. Niente accade in un battito di ciglia , o dalla sera alla mattina: anzi succede proprio quando meno te lo aspetti, e porta con sè un effetto straordinario: smetti di combattere contro il tuo destino: accetta l’esistenza per ciò che è, e invece di continuare a lottare per raggiungere i tuoi obiettivi, cedi semplicemente il timone alla vita, perchè sia lei a guidarti verso la meta. Comincia a vivere un giorno alla volta. La sconfitta completa è l’accettazione della propria realtà: ecco il punto di partenza per costruirsi un’esistenza ricca dal punto di vista spirituale. Un’esistenza che ti permetterà di godere tutte le cose belle che hai, e di cominciare a recuperare quelle che sono recuperabili. Quando imparerai ad accettarti per come sei, allora e solo allora ti sentirai rinato. Affronta le normali difficoltà come normali scalini del sentiero verso la pace. Accetta questo mondo, a volte doloroso, per come è, e non per come lo vorresti, fiducioso che Dio – o come tu vorrai chiamarlo – si farà carico di tutto se ti arrenderai alla Sua volontà. Così non soltanto sarai felice in questa vita, ma straordinariamente ed eternamente felice nella prossima”

Nulla è mai davvero morto – C.Widmann

margherite foglie secche
In natura però nulla è mai davvero morto:
i fili d’erba resistono turgidi sotto la neve,
pronti a risvegliarsi al primo raggio di sole.
La foglia accartocciata conserva la delicata trama
in cui scorre ancora un filo di linfa.
Un messaggio di speranza per gli esseri umani:
nei momenti difficili c’é un nucleo di forza
dentro di noi, lo spirito, pronto ad affrontare
ogni avversità.

Irrompe la Pasqua! – Don Tonino Bello

fior di pesco
Coraggio, irrompe la Pasqua!
E’ il giorno dei macigni che rotolano via dall’imboccatura dei sepolcri.
E’ l’intreccio di annunci di liberazione, portati da donne ansimanti dopo lunghe corse sull’erba.
E’ l’incontro di compagni trafelati sulla strada polverosa.
E’ il tripudio di una notizia che si temeva non potesse giungere più e che corre di bocca in bocca ricreando rapporti nuovi tra vecchi amici.
E’ la gioia delle apparizioni del Risorto che scatena abbracci nel cenacolo.
E’ la festa degli ex delusi della vita, nel cui cuore all’improvviso dilaga la speranza.
Che sia anche la festa in cui il traboccamento della comunione venga a lambire le sponde della nostra isola solitaria.

Non disperare – Helen Steiner Rice

Quando ci sembra di non avere più nulla da dare e siamo certi che la nostra canzone sia finita, quando il giorno sembra alla fine e cade l’ombra, quando ci avvolge il buio della notte, dove possiamo trovare la forza di rinnovare i nostri tentativi? Dove possiamo trovare la mano che asciugherà le lacrime che il cuore piange? Vi è un solo luogo dove andare, solo da Dio: qui gettando finzione ed orgoglio possiamo parlare senza ritegno dei nostri guai e con Lui al nostro fianco ritroviamo le forze. Arrivati insieme al bivio della vita vediamo incombere la fine del cammino, ma Dio che vede più lontano sussurra pian piano. E’ solo una curva nella strada. La strada, infatti prosegue e diventa più agevole; la pausa nella canzone è solo un riposo, perchè la parte che è rimasta da cantare è la più dolce, la più ricca, la migliore. Riposa allora, rilassati e rinfrancati, abbandonati a Dio e lasciagli i tuoi affanni. La tua opera non è finita e non è completa; sei arrivato solo a una curva nella strada.

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Le piccole cose – Anton Vanligt

violetta
Mi piacerebbe avere la certezza che i tuoi occhi non si fermino mai alla superficie delle cose.
Che le tue mani siano tese sempre verso chi ti circonda, soprattutto nel momento del bisogno.
Che la tua anima conservi in un posto speciale di te una certa dose d’innocenza, di spensieratezza, di ingenuità, di euforia. Tipiche virtù affidate al bambino che nasce e che l’adulto finisce puntualmente per eliminare e dimenticare.
Che il tuo cuore sia grande abbastanza da perdonare, scordare, accogliere e, incondizionatamente, amare.
Che la tua vita possa essere sempre piena di doni.
Lo sai quali sono i regali più belli?
Le piccole cose.

La strada non presa – Robert Frost

2 strade
Due strade divergevano in un bosco d’autunno e spiacente di non poterle percorrere entrambe, essendo uno solo, mi fermai a lungo e guardai, per quanto possibile, in fondo alla prima, verso dove svoltava, in mezzo agli arbusti. Poi presi l’altra, anch’essa discreta, forse con pretese migliori, perchè era erbosa e meno segnata sebbene in realtà le tracce fossero uguali in entrambe le strade. Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie che nessun passo aveva annerito.
Tenni la prima per un altro giorno, anche se, sapendo che una strada porta verso un’altra strada, dubitai di poter mai tornare indietro. Racconterò questo con un sospiro. Tra anni e anni due strade divergevano in un bosco e io, io presi la meno battuta. Questo ha fatto la differenza.

La perseveranza – R. Manasse A.De Simone

rosa porpora arruffata
Se andiamo a scavare, ci accorgiamo in fondo che oltre la logica del fallimento non c’è che la perseveranza: quando gli orizzonti sono chiusi, i muri da abbattere sono alti, la lotta impone la perseveranza.
Nella perseveranza ancora una volta misuriamo noi stessi: se siamo pazienti, se siamo tenaci, di buon carattere e temperanti. E’ nella perseveranza che possono emergere le nostre migliori qualità.
Più spesso la nevrosi quotidiana ci allontana da queste virtù: corriamo, dobbiamo realizzare tutto e subito, non abbiamo tempo per perseverare.
Sembra che l’orologio del tempo vada all’impazzata, poi quel che conta non è essere, ma apparire.
Invece nella perseveranza viene affrontato e superato quel momentaneo dolore e sacrificio che emergono di più e che non ci fanno apparire affascinanti e sempre sulla cresta dell’onda.
Questa doppia faccia della medaglia non ci piace, ci sta troppo stretta, così la rigettiamo da noi stessi.
La perseveranza, dunque, non è la lotta contro il tempo, ma l’attenzione ai dettagli delle cose da cogliere per il buon fine e, siccome abbiamo perso il vero senso estetico della vita, perseverare non piace mai a nessuno.
Invece il vero coraggio nella vita è proprio questo: sperare contro ogni speranza…
(da Il tesoro nel campo. R. Manasse A.De Simone)