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Lo sguardo

volto copertoVedere non è guardare, perchè quando vediamo solamente ci lasciamo sfuggire moltissimi particolari. Guardare, a differenza di vedere, richiede molta attenzione, pazienza, tempo… Oggi non guardiamo più, preferiamo sorvolare e i particolari non ci interessano. E’ una forma di difesa, perchè se fissiamo il nostro sguardo su ciò che ci circonda, la sofferenza ci potrebbe travolgere come…un’onda anomala! Abbiamo paura di soffrire e non pensiamo che se ci fermassimo a “guardare” potremmo essere anche travolti dalla gioia, perchè se i nostri occhi incontrassero altri sguardi benevoli in noi cadrebbero tutte le forme di difesa e la serenità tornerebbe ad impadronirsi di noi!

Alziamo dunque lo sguardo!

Puntiamo i nostri occhi negli occhi dei nostri figli, se ne abbiamo; dei nostri genitori, se ancora ci sono accanto; dei nostri colleghi di lavoro, o anche semplicemente dei nostri vicini di casa.

“Guardiamo” il nostro prossimo, senza accontentarci solo di…vederlo e si scioglierà ogni diffidenza! Nell’era tecnologica non fissiamoci solo su uno schermo, non è quella la realtà!!!

Guardiamoci intorno e lasciamoci attirare anche dal più piccolo, insignificante particolare della nostra quotidianità, fosse anche solo la più piccola verde e fragile foglia di basilico che ha il coraggio di germogliare sul nostro balcone privo di sole e di luce!!!

I tratti fini della buona educazione

20140624-105128.jpgE’ sbagliato rimpiangere il tempo passato e sarebbe meglio poter apprezzare e valorizzare il momento storico nel quale siamo inseriti, ma quando una società perde il rispetto dell’altro viene naturale ritornare con il pensiero, se si ha una certa età, a quando non solo il rispetto esisteva, ma era una caratteristica delle persone perbene che sentivano la necessità di rispettare il loro prossimo, chiunque esso fosse e di manifestarglielo con un tratto fine della buona educazione come il saluto per la strada, il sorriso donato per il puro piacere di dare, il proprio posto sull’autobus, o in una coda a qualche sportello anagrafico….Ma non è più così perché i tratti fini della buona educazione sono stati vinti, soffocati e soppressi dalla diffidenza, sentimento che fa inaridire il cuore e non permette di stringere rapporti di serena fratellanza nemmeno con il vicino di pianerottolo! La diffidenza si insinua tra le persone e le tiene distanti con una forza invisibile, difficile da vincere.
Eppure basterebbe poco per credere ancora nella bontà degli altri, sarebbe sufficiente la semplice parola “mi scusi” in caso di scontro o di incomprensione; sarebbe sufficiente un sorriso di comprensione e di compartecipazione al momento che si sta vivendo…ma la diffidenza, che è sempre in agguato, con il suo gelo si insinua tra i migliori sentimenti e li…congela!!!
E’ troppo importante però provare a ritornare alle “buone maniere”; esse, come i cerchi nell’acqua prodotti da un sasso lanciato dalla riva, si possono propagare e diventare un unico cerchio dentro al quale tornare a costruire una società più serena e…rilassante!….

 

Il senso di una vita

IMG_4254Il senso di una vita non è dato dalla strada che si intraprende, ma dai passi che, nella strada intrapresa si compiono! E la strada è la stessa vita, perchè ogni singola esistenza ha un significato unico e irriproducibile. Ma per avere una vita ricca di senso e non priva di esso è necessario, innanzitutto, compiere dei passi verso noi stessi: passi di accettazione del luogo in cui veniamo al mondo, fosse anche il più arido deserto, o il ghiacciaio più inaccessibile e in questo posto iniziare ad apprezzare tutto ciò che esso racchiude, rifiutandoci di denigrarlo, deprezzarlo, criticarlo, inoltre oltre al posto in cui ci troviamo dobbiamo accettare ed amare coloro che ci vengono donati come nucleo famigliare e sapere che è la migliore famiglia possibile, e che in nessun’altra avremmo potuto realizzare un progetto di vita migliore. Ma il passo più importante va compiuto verso noi stessi abbracciandoci e rincuorandoci così da iniziare a perdonarci tutti i piccoli errori compiuti dal primo giorno della nostra esistenza fino al momento che stiamo vivendo! Certo è inevitabile fare scelte sbagliate: amare persone che non meritano, intraprendere lavori privi di soddisfazione, andare per strade che non portano da nessuna parte, ma se non facciamo passi di pace verso noi stessi non riusciremo mai a vivere una vita di qualità, perchè ci lasceremo imprigionare dal vittimismo, pensando che tutto dipenda dagli altri e dalla nostra cattiva stella.
Non esistono cattive stelle, non esistono vite sbagliate. È l’atteggiamento che rende una vita buona e accettabile, perché è il cuore che dà impulso ad ogni vita e se il cuore è sano anche la vita prenderà un corso sano, perchè tutto quello che ci capiterà noi lo guarderemo con occhi di Misericordia e se faremo così l’accettazione diventerà semplice e inizieremo a vivere senza portare un peso superiore alle nostre forze, ma facendo dei passi mirati verso un traguardo che non sappiamo nemmeno quale possa essere, ma che sicuramente non ci allontanerà da noi stessi, ma anzi, ci riporterà al centro della nostra anima e renderà tutto più facile, anche mentre abitiamo nel deserto o stiamo avanzando verso un ghiacciaio perenne.

L’ascolto del cuore

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L’ascolto del cuore nasce dalla finezza dell’anima. Essa quando è raffinata è capace di ascoltare tutte le creature e, per assurdo, anche le cose. Così nella quotidianità e nello scorrere a volte banale del tempo il cuore sa prestare il suo orecchio a ciò che accade attorno ad esso.
E’ il cuore che sa riconoscere negli scricchiolii della casa i turbamenti dei suoi occupanti e le mutazioni avvenute nelle loro vite. Esso sa quando in una casa, pur divenuta deserta c’è ancora vita, perchè la persona che si aggira tra le sue mura ha saputo trasformare quella visibile deserta solitudine in una nuova realtà dove la pienezza non è più fisica, ma è divenuta spirituale, perchè tutte le persone che tra quelle mura hanno ricevuto amore, anche se ora sono altrove hanno comunque lasciato un loro segno…e il “cuore in ascolto” sa trasformare questo segno, forse piccolo e invisibile ai più, in un seme di vita nuova dove i ricordi non sono più cicatrici brucianti, ma teneri germogli, che sapranno dare…fiori di pace e frutti di speranza.

 

… l’attimo …

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La nostra esistenza è una somma di anni e questi anni sono un complesso di giorni,nei quali sono racchiusi milioni di attimi: non tutti pregnanti…anche per colpa nostra, che li gettiamo via, perchè gli attimi ci sembrano fatti di niente, invece, in ognuno di essi, è nascosto il segreto della felicità!
E’ infatti in un attimo che si decide come esistere, per chi esistere e non tanto per cosa…ed è in un attimo che scegliamo se “accendere” una vita o “spegnerla”, ed è ancora in un solo, piccolo, insignificante attimo che per gli altri diventiamo un’oasi di pace o un arido deserto, perchè ci poniamo nei loro confronti come oasi o come fardello.
Fermiamoci e pensiamo che è meglio rendere i nostri attimi unici, scegliendo di diventare, per chi si affianca a noi, seminatori di speranza.
Ogni nostro giorno, allora, non sarà più  una somma di momenti tutti uguali, ma verrà trasformato da “quell’attimo” nel quale ci saremo trasformati in  piacevoli compagni di quel viaggio che è la vita: dono unico, irripetibile e al quale non è giusto rinunciare solo perchè… per “un attimo”….abbiamo pensato, o abbiamo fatto pensare che… non ne valesse la pena…

Ama il prossimo come te stesso

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Quando Gesù nel Vangelo dice: “Ama il prossimo come te stesso”, sa bene cosa sta dicendo! Il primo amore e la prima comprensione la dobbiamo dare a noi stessi, perchè solo dopo che ci saremo rafforzati potremo essere d’aiuto al prossimo. E per amarci intendo “costruirci” una interiorità forte, perseverante, restistente a qualsiasi tempesta. La vita è per tutti una compagna volubile, perchè mentre sembra che stia per elargire felicità a piene mani, in realtà ha in serbo per ognuno di noi montagne di amarezza e difficoltà. Proprio perchè è così instabile, a mio parere, bisogna saperla capire e a volte anche prevenire, mentre forse sta sferrando uno dei suoi attacchi “mortali” . Dico ciò, perchè la tentazione di lasciarsi andare è sempre lì in agguato, ed è facile da cogliere, mentre il desiderio di combattere, di resistere, di vincere è, molte volte, nascosto in un angolo in fondo al cuore e bisogna andarlo a cercare con l’aiuto di una luce: la fede in Dio, che non ci abbandona, e la fede in noi stessi.
Noi che sappiamo che ogni attimo di serenità costa un diluvio di problemi….
Occorre essere forti, capaci di resistere a qualsiasi vento sfavorevole, anche se veniamo colti dallo scoraggiamento e ci sembra che quanto stiamo facendo sia vano e non serva a cambiare niente di quanto ci sta attorno, con fiducia dobbiamo vivere una vita “fedele alle piccole cose” di ogni giorno…

Stella alpina

Sento di poter paragonare la mia vita a quella di una montagna. In montagna ci sono vari paesaggi e ciò dipende dalle diverse altezze così ora mi sembra di avere fatto tanta strada così da lasciare ai piedi della stessa tutto quanto. Non è facile esplicitare il mio pensiero, ma il senso è che prima ero piena di vegetazione ed ora, che sono quasi in cime, sono arida e brulla solo con qualche stella alpina che sono però le più preziose.

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