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Con te per sempre – Massimo Bisotti

soffione particolareNon sono riuscito ad averti vicino ma questo non significa non averti dentro. Sai cosa sarò io per te? Sarò sempre quel piccolissimo particolare che ogni tanto scorgerai nell’aria, nelle cose che guardi, nella loro bellezza, quel dettaglio emotivo che ti viene incontro. L’attimo che ti innamora l’anima per l’inquadratura di un tramonto, unico, imprevisto, che torna in mente all’ improvviso. Il diversivo, il tempo di un sorriso quasi inatteso che ti confonde i respiri, il deja vu, la sponda di un sogno. Le storie finiscono mentre quel piccolo particolare, quel quasi niente, mi farà restare con te per sempre.

Paulo Coelho – Da “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”

foglie

Mi sono messa a immaginare come mi sarebbe piaciuto vivere quel momento. Mi sarebbe piaciuto essere piena di gioia, curiosa, felice. Vivere intensamente ogni istante, dissetarmi con l’acqua della vita. Avere di nuovo fiducia nei sogni. Essere capace di lottare per ciò che desideravo. Avere un uomo che mi amava.

Si, era davvero questa la donna che avrei voluto essere e che, all’improvviso, compariva e si trasformava in me.

Ho sentito la mia anima inondata della luce di un Dio, o di una Dea, in cui non credevo più. E ho percepito che, in quel momento, l’Altra abbandonava il mio corpo e si sedeva in un angolo della piccola camera. Io guardavo la donna che ero stata sino ad allora: era debole, ma fingeva di essere forte. Aveva paura di tutto, ma diceva a se stessa che non si trattava di paura, bensì della saggezza di chi conosce la realtà. Costruiva pareti intorno alle finestre da cui penetrava la gioia del sole, affinché i suoi mobili non si sbiadissero.

Ho visto l’Altra seduta nell’angolo della camera, fragile, stanca, delusa. Controllava e schiavizzava quello che avrebbe dovuto essere sempre libero: i sentimenti. Tentava di giudicare l’amore futuro in base alla sofferenza passata.

L’amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. L’amore può condurci all’inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. È necessario cercare l’amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e tristezza.

Perché, nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro. E ci salva.

 

Se non ti troverò

tramonto piccioni
Se non ti troverò
prima dell’alba
non darò pace
alla mia anima!
Non posso solo
continuare a sognarti…
ho bisogno di incrociare
il tuo sguardo
e affogare
nel tuo sorriso!
Se non ti troverò
prima dell’alba
sarà ramingo
il mio cuore
e ancora
ad ogni tramonto
andrà cercando
ciò che nel sogno
è inafferrabile:
il tuo passo e
la tua voce sommessa

Bosco d’autunno – Boris Sluckij

bosco autunno

A che somiglia un bosco in pieno autunno?

Soprattutto ad un sommesso incendio.

Lambiscono mute la coppa dei cieli

gialle lingue di fiamma.

Più d’uno scialle zingaro e screziato

il bosco ancora un po’ verde.

Ad ogni albero, come a un falò,

puoi riscaldarti l’anima.

Ascolta la voce del silenzio -Helena Petrovna Blavatskij

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Devi, tu, diventare indifferente agli oggetti e ai pensieri
quando la tua forma ti apparirà irreale, così come irreali
da sveglio ti appaiono le forme vedute nel sogno
quando il suono interno ucciderà quello esterno
e allora abbandonerai il falso per entrare nel vero
prima che l’Anima possa vedere, gli occhi devono essere resi ciechi
prima che l’Anima possa udire, devi diventare sordo ai rumori come ai
mormorii
prima che l’Anima possa capire e ricordare, lei stessa deve unirsi al Silenzio
ed allora l’Anima capirà e ricorderà
e allora l’orecchio interno ascolterà…
…la Voce del Silenzio.

Un tempo

margherita nel bicchiere
Un cielo troppo chiaro
per la mia anima
avvolta in un greve crepuscolo;
un sole impietoso e caldo
per il mio cuore
così freddo e…solo!
Un tempo, questo,
in cui vivere
significa solamente
resistere…ed oltre
le proprie forze!
Un tempo, questo
nel quale chiedere
alla mia anima sgualcita e desolata
di sperare…SI’
di sperare ancora
in un domani dove
la parola “riposo”,
che oggi appare un “miraggio”,
possa divenire realtà
nella parola “pace”.
Un tempo, quello
dove tornare
a sperare
e credere nell’amore.

Augurio

Possa ogni passo esserti lieve,
ogni azione leggera,
ogni sorriso spontaneo,
ogni parola soave.
Possa il tuo bene diventare maturo, vero e grande, così da divenire capace di essere libero, di continuare ad espandersi come fa un lago, che quando tracima si impossessa di tutti gli spazi intorno a sè.
Possa tu ritrovare la rotta verso un futuro appagante e riposante dove ogni giorno non sia una “scalata”, ma una camminata, non certamente priva della sua fatica, ma dove il passo è deciso, certo e franco.
Possa tu voler bene, senza un vero perchè, perchè il bene non pone domande e se lo facesse non troverebbe le risposte che cerca, ma solo il cuore, l’anima e il volto della persona amata.
dolce amore

Incredibile – Oriana Fallaci

cuore ferito

Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.