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Bosco d’autunno – Boris Sluckij

bosco autunno

A che somiglia un bosco in pieno autunno?

Soprattutto ad un sommesso incendio.

Lambiscono mute la coppa dei cieli

gialle lingue di fiamma.

Più d’uno scialle zingaro e screziato

il bosco ancora un po’ verde.

Ad ogni albero, come a un falò,

puoi riscaldarti l’anima.

La leggenda dell’ulivo – Renzo Pezzani

ulivi
Un tempo l’ulivo era diritto e liscio come il pioppo. Quando Caifa, il sommo sacerdote di Gerusalemme, potè ottenere la condanna di Gesù, mandò in giro per la campagna alcuni sgherri a cercare un albero per farne una croce.
Gli sgherri uscirono dalla città armati di scure e si diressero verso il bosco. Il bosco come preso da un uragano, cominciò ad agitarsi.
Gli alberi invocavano la morte, chiamavano su di sè il fulmine, chiedevano di diventare cenere.
Quando i quattro sgherri giunsero al bosco, un gran silenzio pesava intorno.
Non si sentiva uccello cantare, nè fruscio di fronde.
Ogni albero pregava il cielo che gli fosse risparmiato un così terribile destino.
Infine uno degli sgherri disse: -Nè palma, nè cedro fanno al caso nostro. L’ulivo ci vuole!
Cedri e palme trassero un gran sospiro di sollievo. Gli ulivi invece si sentirono perduti. Tentarono di sradicarsi dal terreno, si torsero,  ingobbirono, si spaccarono. Alla fine rimasero fermi, impotenti a fuggire, ma inutili per sempre ad essere legno di croce. Invano gli sgherri cercarono per tutto il giorno un ulivo diritto.
Da allora l’albero dalle foglie d’argento vive felice d’essere brutto.

Maura Bignotti – O erica….

 

ericaO erica semplice creatura del bosco profondo e muschioso,

macchiato di sole e d’ombra, fremente di mille parole non dette,
sospese fra i rami; passando in stretto sentiero, ti vidi, ti colsi, ti amai
o fiore stellato di rosa.. e amai di più l’ape piccina,
che lieve si posa, suggendo, sul fior profumato di miele.
O erica, frutto di bosco, del bosco profondo e muschioso;
macchiato di sole e d’ombra, ti vidi, ti colsi e ancor ora
tu allieti la mia povera mensa con nuvole rosa di fiori;
e il dolce profumo di miele, il fiore stellato di rosa,
riportan lo stanco mio cuore nel bosco profondo e muschioso,
macchiato di sole e d’ombra, fremente di mille parole
non dette sospese fra i rami.