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Nel tuo palmo

bimbaTi ho lasciato andare via
pur continuando a tenerti per mano.
Al “bivio”
non mi sono voltata
volevo…
e non volevo sapere
per quali sentieri ti saresti incamminato!…
Amare e incatenare
non dà la felicità…
Il mio cuore è divenuto più leggero
quando
lasciando andare
anche la tua mano
non ho perso di vista le tue orme,
che parallele si muovevano
verso un “oltre”ed entrambi
non sapevamo quale!
Sentirti libero,
però aveva reso tutto più facile
e camminavi spedito
verso il tuo destino.
Avevo la certezza che ancora
sentivi nel tuo palmo
il calore…della mia mano!

Pensieri – Giulia Carcasi

pensieri

 

“Perché è istintivo pensare che se corri avanti ti sarà più facile non voltarti indietro. Perché pensi che più vai lontano e più vedrai piccolo e distante quello che ti sei lasciata alle spalle. Ma le regole della prospettiva non sono valide in amore.”
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“Il mio cuore, ogni tanto, si ammala: è la malattia dei ricordi.
Perché per un attimo, il mio cuore si voleva voltare e riabbracciare il passato.”

La vitra una strada di imprevisti – Mirella Narducci

rosaLa vita una strada di imprevisti.
Sono qui con le mani in grembo
posizione la mia non di sconforto
ma di riflessione.
Mi domando quello che si chiedono
tutti: Cosa mi ha insegnato la vita?
Il pensiero corre subito alla nostalgia
trasformata in una lunga striscia
di uno spartitraffico.
Basta seguirlo per arrivare a quel giorno
dove tutto è iniziato.
Non avrei dovuto percorrere quella strada
a senso unico, potevo disegnare nuove
geografie e la mia vita sarebbe stata diversa!
Ho percorso salite sfibranti, trovato incroci
che mi hanno obbligato a scelte importanti.
Ho imboccato vie senza uscita, che mi hanno
forgiato il carattere.
Ora sono ferma in uno stato di stallo, non so
cosa fare, mi sento come l’onda spumosa
che rincorre se stessa e non viene mai a capo di niente..
Il buono di questa sosta è che non mi sono
persa, cosciente di ogni decisione, con pochi
rimpianti riesco ancora a seguire il cuore
lui è la mia bussola, che mi fa sentire viva.
Mirella Narducci

Caro Gesù – Zecchino d’oro 1997 M.Piccoli

Caro Gesù

Caro Gesù ti scrivo per chi non ti scrive mai,
per chi ha il cuore sordo bruciato dalla vanità,
per chi tradisce, per quei sogni che non portano a niente,
per chi non capisce questa gioia di sentirti sempre amico e vicino.

Caro Gesù ti scrivo per chi una casa non ce l’ha,
per chi ha lasciato l’Africa lontana e cerca un po’ di solidarietà,
per chi non sa riempire questa vita con l’amore e i fiori del perdono,
per chi crede che sia finita, per chi ha paura del mondo che c’è
e più non crede nell’uomo.

Gesù ti prego vieni a illuminare i nostri cuori soli,
a dare un senso a questi giorni duri,
a camminare insieme a noi.
Vieni a colorare il cielo d’ogni giorno,
a fare il vento più felice intorno,
ad aiutare chi non ce la fa.

Caro Gesù ti scrivo perché non ne posso più
di quelli che sanno tutto e in questo tutto non ci sei tu,
perchè voglio che ci sia più amore per quei fratelli che non hanno niente,
e che la pace, come il grano al sole, cresca e poi diventi pane d’oro
di tutta la gente.

Gesù ti prego ancora:
vieni a illuminare i nostri cuori soli,
a dare un senso ai giorni vuoti e amari
a camminare insieme a noi…

Signore vieni!