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Colui che resterà – Jimenez

mare solitudine

Io non sono io
sono colui che cammina accanto a me
senza che io lo veda,
che a volte sto per vedere
e, che a volte, dimentico.
Colui che tace, sereno, quando parlo.
Colui che perdona, dolce, quando odio.
Colui che passeggia là dove non sono.
Colui che resterà qui quando morirò.

Il canto del grillo – Juan Ramon Jimenez

prato
Il primo canto del grillo è al crepuscolo; è tremulo, basso ed aspro.
Cambia il tono, si regola da solo e, poco a poco, va salendo, va accordandosi come se stesse inseguendo l’armonia del luogo e dell’ora.
Improvvisamente quando già nel cielo verde e trasparente appaiono le stelle, il canto diventa un vibrare melodioso di campanelli in libertà.
Le fresche brezze profumate di viola, vanno e vengono, mentre i fiori della notte, si schiudono completamente e vaga per le praterie un’essenza pura e divina, mescolanza di prati blu e azzurri.
Il canto del grillo si esalta, riempie tutto il campo, facendo eco alle voci della notte.
Non trema più, non si ferma più, come se nascesse da solo.
Ogni nota è gemella dell’altra, in una fratellanza di suoni cristallini.
Passano serene le ore. […]
Il grano ondeggia, verde sotto la luna, mentre sospira il vento […] Il canto del grillo per il tanto suonare si è perso….