Archivio tag | mare

Richiesta – Anna Kamienska

paesaggio fiume alberi
Signore ridona alle cose il loro splendore perduto
rivesti il mare dellla sua magnificenza consueta
e torna a coprire i boschi di vari colori
togli la cenere dagli occhi
lava via l’amarezza dalle lingue
fai cadere acqua pura che si mescoli alle lacrime
lascia che i nostri morti dormano nel verde
che la nostra pena ostinata non riesca a imbrigliare il tempo
e che il cuore dei vivi fiorisca d’amore.

Amore, parola difficile …

mare
L’amore: una parola che racchiude un mondo…una parola troppo difficile per dire cosa veramente accade tra le persone! Essa va innanzitutto applicata a noi. Dobbiamo ripeterci ogni momento del giorno io sono meritevole d’amore, ma se non mi può giungere dai miei simili, accetto che mi venga donato da ciò che mi circonda. Così vado sulla riva del mare e mi dico che mi ama nel suo perenne movimento; alzo gli occhi al cielo e in quell’azzurro ci leggo un amore solo per me e ringrazio per la sua limpidezza e se ho la possibilità di salire in collina guardo tutto ciò che mi circonda e godo per il verde dei prati e degli alberi, per il giallo dei fiori, e per tutte le sfumature che posso osservare mentre mi trovo sopra ad un prato.
La natura ama la mia anima! E’ un dono di Dio che mi ama! I miei simili, il mio prossimo, li devo amare io, perchè se aspetto che l’amore venga a me sicuramente resterò delusa, perchè nessuno è in grado di darmi ciò che cerco se non Dio.

La scelta – Bruno Ferrero

bicchiere acqua mare
Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito. “Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile”:
Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva nel tavolo dicendo: “Queste sono le tue sofferenze”.
Tutta l’acqua del bicchiere si intorbidì e si insudiciò.
Il maestro la buttò via.
Il maestro prese un’altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all’uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare.
La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente com’era prima.
“Vedi?” spiegò il maestro. “Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d’acqua o il mare”.

Il legno per attraversare il mare – Sant’Agostino

barca croce
E’ come se uno vedesse da lontano la patria, e ci fosse di mezzo il mare: egli vede dove arrivare, ma non ha come arrivarvi. Così è di noi che vogliamo giungere a quella stabilità dove ciò che è è, perchè esso solo è sempre così com’è. E anche se già scorgiamo la meta da raggiungere, tutta via c’è di mezzo il mare di questo secolo. Ed è già qualcosa conoscere la meta perchè molti neppure riescono a vedere dove debbono andare.
Ora, affinchè avessimo anche il mezzo per andare, è venuto colui al quale noi si voleva andare. E che ha fatto? Ci ha procurato il legno con cui attraversare il mare. Nessuno, infatti, può attraversare il mare di questo secolo, se non è portato dalla croce di Cristo.
Anche se uno ha gli occhi malati, può attaccarsi al legno della croce. E chi non riesce a vedere da lontano la meta del suo cammino, non abbandoni la croce, e la croce lo porterà.

La tristezza – Nazim Hikmet

fantasia
La tristezza sulle mie spalle
è una camicia di tela di vela
lavata all’acqua di mare
con una spazzola di ferro
sul ponte spazzato dal vento.
E in questo villaggio del sud, senza sosta nè tregua,
il sole rosseggia e si gonfia di miele
sulle fanciulle e dentro le albicocche.

Guardare il cielo

surf

Dobbiamo trovare in noi la forza necessaria per affrontare e superare le prove della vita.
La vita può essere paragonata anche ad una gara di wind-surf: le onde sono alte, impetuose e sembrano insuperabili, ma se sali sulla tavola e tieni i piedi fermi, puoi controllare l’onda, la puoi cavalcare e puoi prepararti a prendere un forte respiro, per quando l’onda avrà la meglio su di te. Quello che conta è risalire sempre, non lasciarsi sopraffare, non andare alla deriva e restare o sopra la tavola, o attaccati alla tavola con tutte le forze che abbiamo. Certo il mare subito non sembra tanto amico, ma quando si è sopra la tavola si può guardare il Cielo, e a quel Cielo chiedere di vincere tutte le forze della natura contrarie alla nostra sopravvivenza!

Pensiero

mare sole

Sul mare tra una striscia di nuvole e una striscia di cielo cupo è apparso un “brandello di sole”.

Ho pensato che è un po’ così la vita, tante volte c’è la luce, ma è schiacciata tra le parti più oscure degli avvenimenti quotidiani.

Alessandro Baricco – Si sentiva il mare

mare

 

Si sentiva il mare, come slavina continua, tuono incessante di un temporale figlio di chissà che cielo. Non smetteva un attimo. Non conosceva stanchezza. Non conosceva clemenza. Se tu lo guardi te ne accorgi di quanto rumore faccia. Ma nel buio… Tutto quell’infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni il mare, quando brucia la notte.

La nave della vita – Antoine de Saint-Exupery

sole

Se vuoi costruire una nave non devi prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi: non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro.
Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato.
Appena si sarà risvegliata in loro questa sete si metteranno subito al lavoro per costruire la nave.

Antoine de Saint’Exupery

Oltre il muro (io)

IMGP1355

Si sentiva oltre il muro
il rumore del mare,
e nell’aria salmastra
rimaneva, sospeso,
il grido stridulo dei gabbiani!
Avveniva la sera,
quando il sole “sbiadiva”,
sparendo oltre la collina,
e l’incanto di averti incontrato
sfumava nel ricordo
lasciando al suo posto una “velata” malinconia.
Anche il mare, oltre il muro
moderava il fragore delle sue onde,
rispettoso, di un’anima: la mia,
intenta a non lasciarsi sfuggire, del tutto,
il ricordo dei tratti del tuo volto… amico