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Poesia della bella sera – Eugenio De Nora

rosa
Vorrei soltanto una rosa;
questa luce chiara e tiepida negli occhi,
e una rosa tra le foglie verdi.
Una rosa,
per guardarla, per riposarmi,
per sentire l’anima e vedere la sua;
per restare qui solo in silenzio,
in armonia con la sera incantevole.
Lasciare che il tempo, come una ragazza
sfogli la sua bianca corolla,
scegliendo, lasciando cadere
tra le cose, nuove cose;
il tempo di luce e d’ombra…
Vorrei soltanto essere
una dolcezza di fronte a un’altra;
vorrei soltanto sognarti;
vorrei una rosa, una rosa.

Ricordo (io)

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Ricordo ancora
la strada che conduce
alla tua casa!
Non ho dimenticato
nemmeno
l’ombra che si gode
seduti sulla tua scaletta!
A sera,
ancora col pensiero,
lì mi siedo:
sola!
Il ricordo, lo so,
fa poca compagnia,
ma poco importa…
anche una sola stella,
fa chiaro…il cielo!

Segui il cuore – Susanna Tamaro

cuore

Ogni volta in cui crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi. La prima e la più importante. Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose, e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti. E  quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una  a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va’ dove lui ti porta.

 

Tagore – Le mani stringono le mani

pavoni bianchiLe mani stringono le mani, gli occhi indugiano negli occhi
così comincia la storia dei nostri cuori:
E’ un plenilunio di marzo: il dolce profumo
dell’hennà è nell’aria; il mio flauto
giace per terra dimenticato, la tua ghirlanda di fiori
non è terminata.
Quest’amore semplice tra me e te è semplice come un canto.
Il tuo velo color zafferano inebria i miei occhi
la ghirlanda di gelsomini che intrecci per me
mi commuove come una lode.
E’ un gioco di dare e di trattenere, di rivelazioni
e di misteri, di sorrisi e di piccole timidezze,
di dolci, inutili lotte.
Quest’amore fra me e te è semplice come un canto.
Nessun mistero al di là del presente, nessuna ricerca
per l’impossibile, nessun’ombra dietro l’incanto
nessuna indagine nelle profondità occulte.
Quest’amore fra me e te è semplice come un canto.
Non cerchiamo con parole vane di interrompere
l’eterno silenzio, non alziamo le mani supplici
per cose impensabili
ci basta ciò che diamo e quello che riceviamo.
Un abbraccio schiacciato, la gioia
per spremere il vino del dolore.
Quest’amore tra me e te è semplice come un canto.