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Hoda Ablan – Inizio

pianista

Tu sei li, costruisci casa
e io sono qui, distruggo un ricordo:
la nostra casa, aperta a tutti
e la mia memoria che era aperta al tuo viso.


Quando se ne è andato
di lui mi è rimasto
solo me stessa.

L’oasi

sabbia deserto
Uomini, donne, bambini, siamo una umanità che avanza in un deserto con poche oasi e molte “tempeste di sabbia”; è nelle oasi che facciamo gli incontri più interessanti e che fissiamo nei nostri occhi i volti di alcune persone che durante il percorso della vita non dimenticheremo mai, ma è alle tempeste di sabbia che dobbiamo la loro perdita, perchè tutto diventa confuso e nebuloso e improvvisamente ci ritroviamo soli, o accanto a persone che non ci interessano e con le quali dobbiamo camminare lo stesso, perchè magari sono più illuminati di noi, e riescono a non perdere la strada per giungere alla successiva oasi.
Il segreto sta, comunque, nel continuare ad andare, senza pause, senza cedimenti, senza perplessità, solo così possiamo  arrivare nell’oasi successiva e incontrare nuovamente la persona che ci aveva così profondamente colpito nella tappa precedente. Molti si fermano spossati e si adagiano sulla sabbia, senza più voglia di muoversi, altri vagano sperduti nella tempesta di sabbia girando continuamente su se stessi, ma quelli che non si arrendono… quelli, continuano a camminare, non si fermano mai, tengono lo sguardo fisso davanti a sé, perché hanno nel cuore un fuoco che non si spegne e quel fuoco li tiene accesi, vivi, seppure prostrati, assetati, sfiniti.
E’ quel fuoco, acceso da quel volto iniziale, che li condurrà appagati all’ultima meta: l’oasi finale, dove il deserto rimarrà solo uno sbiadito ricordo!

Un sogno è

cavallo alato
Un sogno è:
lo spazio che separa
la nostra mente dalla realtà!
La realtà è:
lo spazio dove tu non sei presente:
il sogno è il luogo dell’incontro!
Ho spesso l’aria trasognata:
per incontrarti rinuncio a vivere
e vago sospesa,
in un limbo nebbioso!
… come il sogno,
 tu sei inafferrabile e,
come il sogno,
svanisci in mille, piccoli,
frammenti di ricordo dove,
incontrarti,
è quasi impossibile
se non…
ricominciando a sognare!

Grigore Vieru – L’amata fuggì …

panorama
L’amata fuggì con un’altro.
Nei boschi si nascose.
Lui strappò l’intero bosco,
non la trovò.
Lui arò l’intero bosco,
ma non la trovò.
Seminò l’intero bosco
trasformò in pane il grano
e da una quercia caduta
intagliò una nave.
E partì di sera, nel profondo mare.
Tra pesanti rocce e onde grevi
lui errò a lungo per dimenticare.
Ma nel chiar di luna e delle stelle,
il bosco risorgeva e le verdi foglie
ricoprivano la nave e le vele.
barca bosco

Ricordo (io)

20130414-211025.jpg
Ricordo ancora
la strada che conduce
alla tua casa!
Non ho dimenticato
nemmeno
l’ombra che si gode
seduti sulla tua scaletta!
A sera,
ancora col pensiero,
lì mi siedo:
sola!
Il ricordo, lo so,
fa poca compagnia,
ma poco importa…
anche una sola stella,
fa chiaro…il cielo!

Ad un cuore Amico

cuore
In certi momenti della mia vita un cuore , con le sue lettere, ha nuotato, accanto a me in un mare  burrascoso, e mi ha tenuto, con le sue parole, con la testa a pelo dell’acqua, così da non farmi…affogare!
Sono tempi duri…ho avuto anni peggiori, ma dato che sono solo un ricordo, sono questi che sembrano insopportabili, perché forse iniziano ad essere troppi….
Ma un cuore che  sa ascoltare…. un altro cuore, un cuore Amico può fare miracoli!
Grazie…