Archivio tag | sofferenza

Le persone … – G. Donadei

Le persone temprate dalla sofferenza
hanno affinato una sensibilità speciale.
Sanno essere dolci e non sdolcinate,
sanno essere dure senza far male,
sanno dosare la rabbia distinguendola dall’odio,
sanno il significato del silenzio,
sanno distinguere l’essenziale dal superfluo,
conoscono il peso delle lacrime
e il valore di un brivido
e soprattutto sanno
che nulla ti è dovuto e ciò che hai
puoi sempre perderlo.
Sono persone così fiere delle proprie cicatrici
da potersi permettere
di fare a meno di qualsiasi maschera…
libere di essere vulnerabili,
di provare emozioni
e soprattutto libere
di correre il rischio
di essere felici.

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Le persone più belle – Elisabeth Kubler – Ross

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Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio. Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore. Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate.

Paulo Coelho – Da “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”

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Mi sono messa a immaginare come mi sarebbe piaciuto vivere quel momento. Mi sarebbe piaciuto essere piena di gioia, curiosa, felice. Vivere intensamente ogni istante, dissetarmi con l’acqua della vita. Avere di nuovo fiducia nei sogni. Essere capace di lottare per ciò che desideravo. Avere un uomo che mi amava.

Si, era davvero questa la donna che avrei voluto essere e che, all’improvviso, compariva e si trasformava in me.

Ho sentito la mia anima inondata della luce di un Dio, o di una Dea, in cui non credevo più. E ho percepito che, in quel momento, l’Altra abbandonava il mio corpo e si sedeva in un angolo della piccola camera. Io guardavo la donna che ero stata sino ad allora: era debole, ma fingeva di essere forte. Aveva paura di tutto, ma diceva a se stessa che non si trattava di paura, bensì della saggezza di chi conosce la realtà. Costruiva pareti intorno alle finestre da cui penetrava la gioia del sole, affinché i suoi mobili non si sbiadissero.

Ho visto l’Altra seduta nell’angolo della camera, fragile, stanca, delusa. Controllava e schiavizzava quello che avrebbe dovuto essere sempre libero: i sentimenti. Tentava di giudicare l’amore futuro in base alla sofferenza passata.

L’amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. L’amore può condurci all’inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. È necessario cercare l’amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e tristezza.

Perché, nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro. E ci salva.

 

La storia della matita – Paulo Coelho

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Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo la lettera. A un certo punto, le domandò:
Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me?”
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: “E’ vero sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo: Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.” Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunchè di speciale. “Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!”
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza sarai sempre una persona in pace col mondo.
 Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. “Dio”: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la sua volontà.
Seconda qualità, di tanto in tanto, devi interrompere la scrittura e usare il temperino. E’ un’azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perchè devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.
Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.
Ecco la quinta qualità della matita. essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.

Antoine de Saint-Exupery –

fiore di
Tu cerchi di dare un senso alla vita quando un senso alla vita significa divenire se stesso, e non raggiungere quella pace miserabile procurata dalla dimenticanza dei contrasti. Se qualcosa ti si oppone e ti strazia, lascia crescere, ciò significa che metti le radici e ti trasformi. Benedetto il tuo tormento che ti fa crescere: poichè nell’evidenza non si dimostra e non si raggiunge nessuna verità. Quelle che ti vengono proposte non sono che un facile accomodamento, e simili a sonniferi. Io disprezzo quelli che diventano come bruti per dimenticare, oppure, per comodità, soffocano una loro segreta aspirazione per vivere in pace.
Sappi che ogni contraddizione insoluta, ogni contrasto inevitabile ti obbliga a crescere per assorbirlo. Se vuoi diventare grande devi lottare fino allo spasimo contro i tuoi contrasti: essi conducono innanzitutto a Dio. E’ la sola via che esista. Ed è per questo che la sofferenza accettata ti accresce.

A.Schwarz Bart – La sofferenza del giusto

fiore con goccia

Se un uomo soffre da solo, è chiaro che la sua pena resta solo per lui. Ma se un altro lo guarda e dice: “Quanto soffri, fratello?”, prende il male dell’amico negli occhi suoi. E se è cieco, lo prende con gli orecchi e se è sordo, con le mani. E se l’altro è lontano e non lo può vedere, sentire, toccare, allora può forse indovinarlo. Ecco quello che fa il giusto: egli indovina tutto il male che esiste sulla terra e se lo prende in cuore.

Martin Luther King – Le prove personali…

uomo sentiero neveLe prove personali mi hanno insegnato il valore di una immeritata sofferenza. Quando le mie sofferenze aumentarono io mi resi subito conto che vi erano due maniere in cui potevo rispondere alla mia situazione: o reagire con risentimento o cercare di trasformare la sofferenza in una forza costruttiva. Decisi di seguire la seconda maniera. Riconoscendo la necessità della sofferenza, avevo cercato di farne una virtù: fosse anche solo per salvarmi dall’amarezza, avevo cercato di vedere le mie prove personali come una occasione per trasfigurare me stesso […] Ho vissuto questi ultimi  anni con la convinzione che la sofferenza immeritata è redentiva! Vi sono alcuni che considerano ancora la croce come un ostacolo, altri lo considerano follia, ma io sono convinto, più di quanto lo sia mai stato prima, che essa è la Potenza di Dio per la salvezza sociale e individuale.[…]
Dio negli ultimi anni è stato profondamente reale per me. In mezzo ai pericoli esterni, ho sentito una calma  interiore; in mezzo ai giorni desolati e a notti di terrore ho udito una voce interiore che diceva: “Ecco io sarò con te”. Quando le catene della paura e i ceppi delle frustrazioni avevano quasi ridotto all’impotenza i miei sforzi ho sentito la potenza di Dio che trasformava il travaglio della disperazione nella gioia della speranza.