Archivio tag | uomo

Il clown – Ignoto

clown

 

Il clown è colui che rispecchia lo spirito di tutta l’umanità…
Il clown non fa solo ridere ma anche pensare … sognare …
E’ l’uomo che si scontra con le sue indecisioni…
è l’uomo che sfida il tempo e se stesso…
Il “clown” trasmette ilarità ma pure tristezza,
cosa si cela sotto quella maschera lo sa’ soltanto lui,
per questo ognuno di noi e’ un “clown”

E’ l’amore – Søren Kierkegaard

rosa con rugiada

Cos’è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio?
Cos’è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos’è che lo rende debole, più debole di un bambino?
Cos’è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos’è che lo rende molle, più molle della cera?

È l’amore!

Cos’è che è più vecchio di tutto? È l’amore.
Cos’è che sopravvive a tutto? È l’amore.
Cos’è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? È l’amore.
Cos’è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto? È l’amore.
Cos’è che sussiste, quando tutto frana? È l’amore.
Cos’è che consola, quando ogni consolazione viene meno? È l’amore.
Cos’è che dura, quando tutto subisce una trasformazione? È l’amore.
Cos’è che rimane, quando viene abolito l’imperfetto? È l’amore.
Cos’è che testimonia, quando tace la profezia? È l’amore.
Cos’è che non scompare, quando cessa la visione? È l’amore.
Cos’è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro? È l’amore.
Cos’è che dà benedizione all’abbondanza del dono? È l’amore.
Cos’è che dà energia al discorso degli angeli? È l’amore.
Cos’è che fa abbondante l’offerta della vedova? È l’amore.
Cos’è che rende saggio il discorso del semplice? È l’amore.
Cos’è che non muta mai, anche se tutto muta?

È l’amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos’altro.

 

L’uomo e la corrente – Storia Zen

uomo rapide
Adattarsi alla corrente.
Un uomo anziano cadde accidentalmente nelle rapide di un fiume, e si avvicinava pericolosamente ad una cascata. Tutti i presenti sulla sponda del fiume temettero per la vita dell’uomo, ma egli miracolosamente riemerse vivo ed illeso ai piedi della cascata. La gente sorpresa gli chiese come fosse riuscito a sopravvivere. “Ho adattato me stesso all’acqua e non l’acqua a me. Senza pensare ho permesso al mio corpo di essere modellato dalla corrente. Tuffandomi nei vortici, ne sono venuto fuori. Così sono sopravvissuto.”

L’orologio – Gabriele Adani

ruscello tempo
L’orologio è il mio tomento. A volte mi fermo, lo guardo, lo fisso, dimentico tutto, come se gli impegni ed il tempo e i pensieri e le gioie si fermassero. Come se non esistesse più nulla. Ma l’orologio continua. Inesorabile, affamato, macina giornate, ore e attimi, brutalmente, senza guardare in faccia a nessuno. E’ come la lava, passa dovunque e tutto travolge.
Vorrei sentirmi estraneo a quel “tic-tac” dell’orologio. Vorrei vedere il tempo passare davanti a me come un ruscello, come un fiume. Io sull’argine tranquillo e il tempo che scende come l’acqua verso la foce. Io all’asciutto e l’acqua torbida o chiara che viaggia. Invece sono come quei bastoncini, quelle bottiglie che galleggiano, è vero, ma viaggiano nel fiume.L’orologio che ho al braccio ad ogni frazione d’istante cammina e non si può fermare. […] ” Fermati gli grido!”gli grido, ma non mi sente. Come vento gelido, il tempo mi sfiora e passa, ed il suo bacio, la sua carezza, piano piano mi cambia…Posso urlare, ma il tempo non ha orecchi. Posso minacciare, ma il tempo vede e sorride e non perde d’occhio la carica dell’orologio. […]
Il tempo  per l’uomo è…lo stimolo che ricorda l’immortalità.

La scelta – Bruno Ferrero

bicchiere acqua mare
Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito. “Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile”:
Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva nel tavolo dicendo: “Queste sono le tue sofferenze”.
Tutta l’acqua del bicchiere si intorbidì e si insudiciò.
Il maestro la buttò via.
Il maestro prese un’altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all’uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare.
La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente com’era prima.
“Vedi?” spiegò il maestro. “Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d’acqua o il mare”.