Lettera a ...

in ascolto del cuore

I tuoi passi

Mio caro amico,
è passeggiando sulla spiaggia al sorgere del giorno che ho trovato le orme dei tuoi piedi sulla spiaggia bagnata: erano perfette e suggerivano…i passi compiuti uno dopo l’altro con una cadenza “pacifica”!
Ricordo benissimo che tu amavi il mare, proprio come me, …il mare solitario però…quello delle prime ore del giorno o delle ultime ore della sera: le ore in cui le onde sembrano accarezzare la spiaggia e l’unico rumore è il richiamo dei gabbiani o il fruscio del vento!
Ho messo, amico mio, i miei piedi in quelle orme e mi sei apparso davanti con tutta la tua persona, e così, ancora una volta, hoconstatato che non è la presenza fisica che rende grande ed eterna “un’amicizia”, ma la comunione dei pensieri.
Sono i pensieri che ci rendono vicini anche se separati da monti, colli, o distese oceaniche.
I tuoi passi, quel mattino, si dirigevano verso l’acqua, così mi sono fermato sulla riva nell’attesa, e anche nella speranza, di vederti riemergere da un momento all’altro, ma comunque felice di sapere che mai cesserai di esistere per me, anche se di te mi rimanesse solo…un orma sulla spiaggia!!!
Ti abbraccio………………………………………………………………………………………
(SD)

in ascolto del cuore

Cara Lily – Eric – Emmanuel Schmitt – da Elisir d’amore

Cara Lily,[…] a vent’anni una veggente mi ha detto”Quando smetterai di cercare la felicità verrai esaudita”. Sono entrata in questa fase. So per esperienza che la vita non è fatta solo di slanci, entusiasmi e fuoco, ma anche di compromessi oblio e tenacia. […]

L’amore sfugge alla logica, non appartiene nè ai ragionamenti, nè alle prove, nè alla verità: rientra nel campo delle scelte personali.

Nel Gran Secolo il filosofo Pascal, constatando che era impossibile dimostrare l’esistenza di Dio, proponeva di scommettere su di Lui. Tra milioni di incertezze, sosteneva che c’era più da guadagnare credendo in Dio e rispettandolo che non credendoci. Penso che la stessa cosa succeda con l’amore. Scommettiamo su di lui. Facciamolo esistere. Che rimanga la mia sfida. L’amore mi interessa più della seduzione e del godimento, addirittura più della felicità. […]

Louise

in ascolto del cuore

Caro Gesù - Zecchino d’oro 1997 M.Piccoli

Caro Gesù ti scrivo per chi non ti scrive mai,
per chi ha il cuore sordo bruciato dalla vanità,
per chi tradisce, per quei sogni che non portano a niente,
per chi non capisce questa gioia di sentirti sempre amico e vicino.

Caro Gesù ti scrivo per chi una casa non ce l’ha,
per chi ha lasciato l’Africa lontana e cerca un po’ di solidarietà,
per chi non sa riempire questa vita con l’amore e i fiori del perdono,
per chi crede che sia finita, per chi ha paura del mondo che c’è
e più non crede nell’uomo.

Gesù ti prego vieni a illuminare i nostri cuori soli,
a dare un senso a questi giorni duri,
a camminare insieme a noi.
Vieni a colorare il cielo d’ogni giorno,
a fare il vento più felice intorno,
ad aiutare chi non ce la fa.

Caro Gesù ti scrivo perché non ne posso più
di quelli che sanno tutto e in questo tutto non ci sei tu,
perché voglio che ci sia più amore per quei fratelli che non hanno niente,
e che la pace, come il grano al sole, cresca e poi diventi pane d’oro
di tutta la gente.

Gesù ti prego ancora:
vieni a illuminare i nostri cuori soli,
a dare un senso ai giorni vuoti e amari
a camminare insieme a noi…

Signore vieni!

in ascolto del cuore

Lettera al ...  Piccolo Principe

Caro Piccolo Principe,
da quando ho fatto la tua conoscenza in quel deserto arido e desolato non ho più potuto dimenticarti; non ho dimenticato le tue domande, nè la tua mancanza di pazienza nell’aspettare le mie risposte, ma ancor di più non ho dimenticato la tua lezione sull’amicizia, quella nei confronti della rosa e quella nei confronti della volpe, che è stata una grande maestra per te, ma anche per me.
Anch’io, come te, ho amato e continuo ad amare una rosa, e da lei mi sono lasciata tiranneggiare, ciò è successo a causa delle sue “quattro inutili spine”. L’ho amata perché l’ho vista prima sbocciare alla vita, pavoneggiandosi, e poi l’ho vista sfiorire, perdere i suoi petali, i suoi colori, il suo profumo! E pensare che per evitarle qualsiasi tipo di sofferenza anch’io, come te, l’avevo protetta con una campana di vetro, ma non avevo fatto il suo bene, perché le impedivo di essere se stessa, di fare amicizia con le farfalle, di sopportare i bruchi, di sentire il lieve fluttuare del vento. Non è amore quello che ti fa rinchiudere l’oggetto amato in uno spazio protetto, fosse anche il più prezioso. L’amore vero è quello che ti fa osservare “la rosa” da lontano lasciandole la libertà di fiorire, profumare, risplendere per tutti i viandanti che hanno la fortuna di imbattersi in essa. C’è voluto molto tempo per capire quanto ti sto dicendo, ma ce l’ho fatta. Non posso negare che ho avuto l’aiuto della volpe. Ella mi ha insegnato l’arte della pazienza, il tempo dei riti, la gioia di saper riconoscere “un passo tra gli altri passi”, “una risata tra le altre risate”!
Ora la mia rosa è turgida, ricoperta di piccole gocce di rugiada, forse anche con qualche simpatica coccinella tra i suoi petali ed io, la sera, quando sulla mia ampia terrazza che domina il mare guardo il tramonto la penso e la spero oltre che felice, anche capace di non lasciarsi appassire, ma di voler restare la “rosa” che ho conosciuto io: un po’ tiranneggiante, ma molto molto affascinante, sempre ricca del suo forte profumo e di quelle poche inutili spine.
Tu mi manchi e forse non ti incontrerò più, perchè il panorama dove sei scomparso è rimasto lo stesso di quel triste giorno, quando ho dovuto abbandonare il mondo della fantasia per entrare in una realtà arida e senza poesia. Ti confesso che non ho però rinunciato del tutto ai miei sogni e mi basta chiudere gli occhi per rivedere la rosa, la volpe e Te, caro piccolo indimenticabile amico.
Un’anima sognante
(SD)

in ascolto del cuore

Come si sta senza di me

Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, ma per sapere come si sta senza di me. Io non sono mai stata senza di me e quindi non lo so. Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronta lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene. Forse si sta meglio, o forse no.. Però mi è venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te. Perchè sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stessa per poter ricordare te.
(Soren Kierkegaard)

in ascolto del cuore

Lettera a mia figlia sugli uomini 

Gli uomini, ti dicevo. Amali, ma senza farti troppo male. Amali, senza mai mancarti di rispetto.
Sono tremendamente imperfetti, credimi, a volte sono rozzi, e spesso non trovano le parole…anzi…stanno semplicemente troppo zitti, quando tu avverti il desiderio di essere inondata di verbi, sostantivi, vorresti che usassero, l’infallibile
intelligenza del cuore, piuttosto che la labile ragionevolezza della mente. Spiega loro il coraggio, la lealtà … l’invincibile …magica, potenza di un abbraccio, il languore di una carezza tra i capelli. Infine sposali, soltanto quando avranno imparato ad asciugare quella lacrima sul ciglio dei tuoi occhi fieri.
(Paola Calvetti)

in ascolto del cuore

Da Lettera a un bambino mai nato

…Forse dovrei raccontarti un mondo di innocenze e gaiezze. Ma sarebbe come attirarti in un inganno, sarebbe come indurti a credere che la vita è un tappeto morbido sul quale si può camminare scalzi, e non una strada di sassi. Sassi contro cui si inciampa, si cade, ci si ferisce. Sassi contro cui bisogna proteggersi con scarpe di ferro. Ma neanche questo basta perchè, mentre proteggi i piedi c’è sempre qualcuno che raccoglie una pietra per tirartela in testa…. 
(Oriana Fallaci)

in ascolto del cuore

Lettera a una bambina che sta per nascere

Se mi chiedessero di scrivere una lettera a una bambina che sta per nascere, lo farei così.
Cosa hai sentito finora del mondo attraverso l’acqua e la pelle tesa della pancia di mamma? Cosa ti hanno detto le tue orecchie imperfette delle nostre paure? Riusciremo a volerti senza riempire il tuo spazio di parole, inviti, divieti? Riusciremo ad accorgerci di te anche dai tuoi silenzi, a rispettare la tua crescita senza gravarla di sensi di colpa e di affanni? Riusciremo a stringerti senza che il nostro contatto sia richiesta spasmodica o ricatto di affetto? Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni-segnali a volte sfacciati delle nostre assenze ma di attenzione. Vorrei che gli adulti che incontrerai fossero capaci di autorevolezza, fermi e coerenti: qualità dei più saggi. La coerenza, mi piacerebbe per te. E la consapevolezza che nel mondo in cui verrai esistono oltre alle regole le relazioni e che le une non sono meno necessarie delle altre, ma facce di una stessa luna presente. Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni come gli aquiloni fanno con le brezze più impreviste e spudorate; tutte, anche quelle che sanno di dolore. Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte. Perché il dolore non è solo vuota perdita ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione. La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare: così nasce il ricordo, la memoria più bella che è storia della nostra stessa identità. Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a stare da sola, ti salverebbe la vita. Non dovrai rincorrere la mediocrità per riempire i vuoti, né pietire uno sguardo o un’ora d’amore. Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia. Adora la tua inquietudine finché avrai forza e sorrisi, cerca di usarla per contaminare gli altri, sopratutto i più pavidi e vulnerabili. Dona loro il tuo vento intrepido, ascolta il loro silenzio per curiosità, rispetta anche la loro paura eccessiva. Mi piacerebbe che la persona che più ti amerà possa amare il tuo congedo come un marinaio che vede la sua vecchia barca allontanarsi e galleggiare sapiente lungo la linea dell’orizzonte. E tu allora porterai quell’amore sempre con te, nascosto nella tua tasca più intima.
(Paolo Crepet)

in ascolto del cuore

Lettera di Abram Lincoln all'insegnante di suo figlio

“Dovrà imparare, lo so, che non tutti gli uomini sono giusti,
che non tutti gli uomini sono sinceri.
Però gli insegni anche che per ogni delinquente, c’è un eroe;
che per ogni politico egoista c’è un leader scrupoloso….
Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico,
cerchi di tenerlo lontano dall’invidia, se ci riesce,
e gli insegni il segreto di una risata discreta.
Gli faccia imparare subito che i bulli sono i primi ad essere sconfitti….
Se può, gli trasmetta la meraviglia dei libri….
Ma gli lasci anche il tempo tranquillo per ponderare l’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni che a scuola è molto più onorevole sbagliare piuttosto che imbrogliare…
Gli insegni ad avere fiducia nelle proprie idee, anche se tutti gli dicono che sta sbagliando…
Gli insegni ad essere gentile con le persone gentili e rude con i rudi.
Cerchi di dare a mio figlio la forza per non seguire la massa, anche se tutti saltano sul carro del vincitore…
Gli insegni a dare ascolto a tutti gli uomini,
ma gli insegni anche a filtrare ciò che ascolta col setaccio della verità, trattenendo solo il buono che vi passa attraverso.
Gli insegni, se può, come ridere quando è triste.
Gli insegni che non c’è vergogna nelle lacrime.
Gli insegni a schernire i cinici ed a guardarsi dall’eccessiva dolcezza.
Gli insegni a vendere la sua merce al miglior offerente, ma a non dare mai un prezzo al proprio cuore e alla propria anima.
Gli insegni a non dare ascolto alla gentaglia urlante e ad alzarsi e combattere, se è nel giusto.
Lo tratti con gentilezza, ma non lo coccoli, perché solo attraverso la prova del fuoco si fa un buon acciaio.
Lasci che abbia il coraggio di essere impaziente.
Lasci che abbia la pazienza per essere coraggioso.
Gli insegni sempre ad avere una sublime fiducia in sé stesso,
perché solo allora avrà una sublime fiducia nel genere umano.
So che la richiesta è grande, ma veda cosa può fare…
E’ un così caro ragazzo, mio figlio!
Abraham Lincoln”

in ascolto del cuore

La scatola de ricordi

Mio caro amico,
ho scritto miliardi di lettere per te e ho intinto la penna al centro del mio cuore dove potevo trovare l’inchiostro migliore: un bene unico e irripetibile; ho camminato per le tue stesse strade posando i miei passi sulle tue precise orme, per imprimere in me la tua camminata e il tuo modo di essere; ho guardato il tuo stesso cielo e ho cercato di farlo con i tuoi occhi: grandi, luminosi, non sempre sereni, ma molto molto belli; ho sfiorato l’aria nella speranza che in essa potesse essere rimasto il tuo profumo, la fragranza del tuo passaggio e sono ritornata alla mia solitudine più ricca e meno sola.
Nella scatola dei ricordi ci sono i tuoi sorrisi nati per caso, per gentilezza, per il tuo animo libero da pregiudizi, spoglio e fiducioso verso gli altri, ci sono anche le tue lacrime di sconforto, di stanchezza, di nostalgia per qualcosa che avrebbe potuto essere e si è infranto come la promessa di un’onda rinfrescante su una spiaggia arida, ma nella scatola dei ricordi c’è anche la tua forza e la tua determinazione a non lasciarti vincere dagli avvenimenti, ma a tenerli al guinzaglio e ad avere la meglio, prima o poi, su quelli che hanno reso la tua vita più difficile, più difficoltosa e qualche volta anche più amara.
E’ con l’ultima scatola tra le braccia che affronti le tue giornate, ed è da essa che riesci ad estrarre ancora briciole di speranza finite proprio sul fondo, ma ancora presenti. Non so se ci sono ancora dei sogni o se quelli sono svaniti con il passare del tempo, ma io ti auguro che sia rimasto un piccolo desiderio di pace e che un giorno, non lontano, tu possa afferrarlo per un lembo, tenerlo stretto e ricominciare a vivere con un respiro più profondo e non con il fiato mozzo dal peso di un dolore troppo grande, immeritato come quello che tu oggi hai nel cuore..
Non so quanto tempo ancora mi sarà concesso per avanzare insieme a te lungo lo scorrere dei giorni… ma se fosse anche un solo attimo, già per questo sento di poterti ringraziare, perché dalla tua amicizia ho avuto più di quanto potessi sperare o desiderare! (SD)

in ascolto del cuore

Lettere al buon Dio

“Caro Signore,
ecco perchè ti scrivo.
Mamma e io andremo per Pasqua dalla zia. Il papà non può venire.
Dovremo andarci in aereo, ma la mamma ha paura.
Forse sarebbe bene che tu venissi con noi!”

.

.

.

“Caro buon Dio, sei vero?
C’è gente che non ci crede; se lo sei, è meglio che fai qualcosa subito!”.

in ascolto del cuore

Scrivimi

Se mi ami, scrivimi, ti prego;
se sei imbronciato con me,
scrivimi lo stesso, a dispetto del tuo broncio.
Sarà sempre per me una grande gioia
ricevere una lettera da un amico,
anche se un po’ irritato.
Dunque, decìditi…
Esci dalla tua indolenza!
E non dire
che non hai nulla da scrivere.
Se non hai nulla da scrivermi, scrivimi
che non hai nulla da scrivermi:
per me sarà già qualcosa
di importante e di bello!
(Basilio Il Grande)

in ascolto del cuore

Dedicato all'amore

Non so perché ho aspettato il buio della notte per andarmene, avrei potuto farlo in qualsiasi momento, ma quando si fugge da se stessi forse non si vuole vedere, così sono uscita da queste mura, che erano diventate soffocanti senza di te! Non ho preso niente con me, nemmeno gli effetti personali: io non so più chi sono, e una carta di identità non serve certo ad identificarmi.
Non è stato facile chiudermi il pesante portone alle spalle, e non posso negarti che ho avuto anche degli attimi di esitazione: dietro di me c’era la sicurezza della quotidianità, seppure grigia, da quando tu non ci sei più, davanti a me c’era l’ignoto, una libertà ritrovata e il desiderio, che mi arde dentro come un fuoco inestinguibile, di ritrovarti! Certo non posso dirti di averti perso perché basta chiudere gli occhi per rivedere ogni piccolo particolare del tuo volto, e nell’aria resta sempre, seppur impercettibile, quel tuo caratteristico profumo di…non lo so nemmeno definire…perché è un’essenza, che solo io so riconoscere, anche tra i miasmi dello smog quotidiano che avvelena l’aria!
Sul marciapiede deserto ho esitato: non sapevo nemmeno che direzione prendere, perché non sono ancora riuscita a capire dove sei, e forse raggiungerti resterà un’utopia come tante altre, ma non mi importa! Così ho iniziato ad andare, a tentoni per il buio, con passo deciso ed una volta chiuso il portone, l’ho fatto senza ripensamenti. Ho camminato per ore come in “trance”, mi sentivo tanto leggera e un po’ folle, ma sentivo che ormai il “buon senso” usato per buona parte della vita mi stava stritolando, e il mio respiro diventava sempre più corto, così ho ceduto alla “follia della fuga”. Non so nemmeno dire dove mi trovo esattamente ora, le strade e le case si assomigliano tutte e ancor di più al buio, ma la “luce” che ho dentro, oltre ad illuminarmi mi scalda, così non credo che mi fermerò tanto presto, ed ora che sto camminando senza una precisa meta, anche lo scopo, ritrovarti, si sta placando, perché sei con me, come sempre inafferrabile fisicamente, ma ci sei! Così se ti ritroverò “in carne ed ossa” darò finalmente corpo ai miei pensieri e ai miei desideri, ma se non succederà, avrò però messo le “ali” alla mia anima, che soffriva al chiuso della razionalità, e voleva ancora vivere di poesia e di canti d’amore!

in ascolto del cuore

Lettera a un'anima ... amica

Mia cara Amica,
seduta sopra ad uno scoglio guardo verso l’orizzonte, con il desiderio di andare “oltre” e di riuscire a raggiungerti, ma non più fisicamente, perchè la vicinanza non è così importante o necessaria nell’amicizia, e adesso lo è ancor meno che in passato; desidero, invece, raggiungere la tua anima che sta navigando abbandonata ad un piccolo e fragile “vascello”, e rischia, se continua ad avanzare senza avere una precisa rotta, di affondare.
Sì, la tua anima è in pericolo, si sta completamente smarrendo a causa dei colpi che la vita continua ad infierirle! Essa che io so “grande”, è purtroppo molto fragile, perchè impreparata alla cattiveria degli uomini. E sembra che ora desideri solo trovare la sua pace: lontano da tutti. E’ per questo che sei salpata di mattina presto senza un cenno, senza una parola, quasi in “trance”.
Ti sei allontanata in un batter d’occhio e quando mi sono accorta che eri “in mezzo al mare” non avevo più nessuna possibilità di raggiungerti!
Da giorni staziono su questo scoglio, aggrappata ad esso anche se la stagione non è delle più favorevoli: il vento è ancora gelido , gli spruzzi delle onde per niente piacevoli, la solitudine quasi totale se non fosse per alcuni gabbiani, alla ricerca spasmodica di cibo!
Che cosa aspetto? Non so, forse di vederti tornare, ma non riesco a staccarmi da qui perchè è stato il tuo ultimo approdo, … forse più che aspettare spero di vedere una vela bianca oltre l’orizzonte, una vela che saprei riconoscere tra “mille”, perchè la tua anima è diversa da qualsiasi altra… la tua anima è un’anima bambina che nessuno ha saputo prendere per mano e accompagnare lungo “i sentieri della vita”, e così ha preso il “largo” nel desiderio di lasciarsi alle spalle tutte le brutture della terra!
Su questo scoglio ti rivolgo il mio pensiero e affido i miei desideri di bene per te al movimento perenne delle onde!
Dovunque tu sia giunta possa la natura esserti amica e favorevole! (SD)

in ascolto del cuore

Mia amata

1 marzo 1916
mia amata Mary,
mi sento come un seme nel cuore dell’inverno, consapevole nell’approssimarsi della primavera. Il germoglio spezzerà il baccello, e la vita ancora addormentata in me dovrà emergere in superficie, quando sarà chiamata.
Il silenzio è doloroso, Ma è nel silenzio che le cose prendono forma, e ci sono momenti nelle nostre vite in cui l’unica cosa che abbiamo da fare è attendere. In ciascuno di noi, nel più profondo del nostro essere, c’è una forza che vede e sente quello che non possiamo ancora percepire. Tutto ciò che siamo oggi è nato dal silenzio di ieri.
Noi abbiamo molte più capacità di quante immaginiamo. Ci sono momenti in cui l’unica maniera di imparare è non prendere nessuna iniziativa, non fare niente. Perchè, anche negli attimi di totale inazione, questa nostra parte segreta sta lavorando e apprendendo. Quando la conoscenza occulta all’anima si manifesta, siamo sorpresi di noi stessi, e i nostri pensieri invernali si trasformano in fiori che intonano canti mai sognati prima.
La Vita ci darà sempre più di quanto riteniamo di meritare.
(Kalil Gibran)

in ascolto del cuore

Lettera al mio cuore

Mio caro cuore,
da molto tempo cerco di educarti, ma tu non mi hai dato ancora retta!
Non tornare da me a lamentarti, quando hai deciso di affrontare situazioni che, caldamente, ti ho sconsigliato di perseguire!
Lo so che proprio perchè sei il cuore non hai capacità di ragionamento, ma almeno lasciati guidare, consigliare, indirizzare!
Non puoi venire a cercarmi quando ormai non c’è più rimedio, quando sei ridotto a brandelli, perchè non mi hai dato retta.
Voglio ricordarti che “amare” non significa: annientarsi, distruggersi, annullarsi per…l’oggetto (sì, perchè tu riesci a perderti anche dietro agli oggetti!!!), …o la persona amata.
Amare significa… è già stato scritto tutto e di più, è già stato cantato tutto e di più, e TU sai meglio di me cosa significhi A M A R E!!!
TU sei il giardiniere, io sono il tuo giardino, da un seme semi sepolto in un terreno arido riesci a far sbocciare il più bello dei fiori, quello più raro che riunisce la bellezza, i colori e i profumi di tutti i fiori, il fiore dell’amore, ma devi stare attento perché da solo non riesci a curare questo fiore , questo fiore ha bisogno di trovare un altro cuore che abbia la tua stessa passione…
Oh cuore, cuore…cuore!!! l’amore che meriti non ti viene donato, ma dentro all’anima hai sicuramente un piccolo giardino dove coltivi sentimenti di bene e semi di pazienza, perchè nonostante le prove sopportate fino ad oggi non ti ho mai sentito recriminare, percepisco in te soltanto un’immensa stanchezza, una spossatezza dovuta a questo percorso di vita così faticoso “oggi”.
Ti sono vicina con un bene che stupisce me per prima e con un’ammirazione sempre più grande per ciò che tu sei.
Oh cuore, cuore…cuore!!! (SD)

in ascolto del cuore

Lettera a un amico

Carissimo amico mio, grande amico mio,
questa mattina, mentre percorrevo la strada, che separa l’ingresso della casa dalla cassetta della posta, pensavo come sempre a te, perché ogni giorno nutro la speranza che tu, se tardi a tornare, almeno mi risponda!
E’ passato molto tempo dalla lettera che ti ho inviato, e già in quella avevo intinto la penna “nell’inchiostro della malinconia”!
Quando, dopo essermi perso nei miei pensieri, sono giunto alla cassetta e l’ho aperta, grande è stata la gioia di vedere che essa conteneva una busta bianca, e sopra era riportata la tua grafia minuta e … disordinata!
Ho preso la busta tra le mani, ho chiuso la cassetta e con aria trasognata e più pensierosa del tragitto di andata…sono ritornato verso casa con la gioia che mi ha procurato il fatto che tenevo tra le mani tue notizie!!!
Vorrei dirti tante cose questa mattina, e se fosse un giorno di sole forse mi verrebbero, ma con questo tempo piovoso a maggio, mi si allagano i pensieri!
Appena mi sveglio la mattina ripeto come un mantra, quasi per convincermene sempre di più: Sorreggilo in questo giorno, mio Dio ti amo con tutto il cuore. Questo cuore, il mio così “di carne”, che mi fa soffrire e mi si stringe nel petto per tutto quanto in questa nostra società sta accadendo. E mi si stringe nel petto anche per te, per le tue vicende personali, perché sapendo quante battaglie combatti, e su quanti fronti, si “commuove” per te sia di bene che di ammirazione.
Ricordi: il nostro amico diceva “Non si può impedire al sole di andare oltre l’orizzonte”, e intendeva che se ami qualcuno non puoi proprio fare niente, anzi sei peggio messo, rispetto ad altri che non amano. Così, proprio perché ti voglio tanto bene, guardo la tua capacità di “rialzarti” con amore e meraviglia, e non sai quanto darei per aiutarti ad essere…felice!
Mi ha sollevato il fatto che anche tu nei momenti più difficili, per restare a galla, sfogli il nostro “album dei ricordi” conservato nella memoria, tu che sei il mio esatto contrario, tu che non sopporti la staticità ed è stata proprio questa frenesia a farti decidere di partire alla ricerca di non ho ancora capito cosa, perché ho letto tra le tue righe che non hai dimenticato il detto: “Un uomo gira tutto il mondo in cerca di quello che gli occorre, poi torna a casa e là lo trova.”
Dopo aver letto la tua, il mio pensiero è con te e accompagna le tue peregrinazioni; so che prima o poi tornerai: ne sono certo!
Ti abbraccio…… (SD)

in ascolto del cuore

Lettera alla cara amica ... solitudine

Mia cara Solitudine,
solo ora posso chiamarti così: CARA!
Tu forse ora che sei per me una insostituibile amica, non sai….o forse sì, quanto ti ho sfuggita, evitata, persino: odiata!
Hai cercato la mia amicizia fin dai tempi dell’adolescenza: ti incontravo dappertutto. Venivi a scuola con me, mi camminavi a fianco, nessuno ti voleva e anch’io cercavo di evitarti e, a causa tua, che non desistevi, ero a mia volta evitata.
A scuola, poi, ti sedevi nel banco vicino al mio, che sceglievo sempre l’ultimo posto e mi facevi apparire, agli occhi dei miei compagni, scontrosa e strana!
Non ti sopportavo, avrei voluto eliminarti, ma tu non mi mollavi, ed io non riuscivo a confidarmi con nessuno.
In quegli stessi anni, quando rientravo a casa, pensavo di essere riuscita a non rincontrarti, ma proprio tra quelle “mura deserte” tu mi avevi…preceduta!
C’è voluto molto tempo per arrendermi a te; ci sono volute molte lacrime; ci sono stati numerosi “addii”, ma ora che ho raggiunto l’età della maturità, sono io che ti cerco, sono io che ti chiamo, e sono ancora io che ti raggiungo appena possibile, e quando tu mi siedi accanto non voglio che nessuno ci disturbi!
Ho imparato a godere della tua presenza nella mia vita e ti ringrazio per non aver desistito, nel pretendere e ricercare la mia amicizia.
Con te, accettata ed amata, ogni incontro diventa occasione di “dono” di tutto quello che ho e che sono…senza pretendere nulla in cambio.
Amichevolmente tua…
(SD)

in ascolto del cuore

Lettera a una ... chiocciola

Cara chiocciola,
stamattina ho trovato vicino alla mia casa una bottiglia d’inchiostro. Mi sono chiesto a lungo se ti dovevo scrivere. Quando poi ho trovato un pezzo di carta velina, mi sono fatto coraggio, ho cercato una penna d’oca ed ora sto seduto qui, ai piedi di un letamaio e ti scrivo questa lettera.
Sì, non voglio affatto tacere o mentire: abito su di un letamaio, perchè sono uno scarabeo stercorario.
Quando ti ho vista per la prima volta, tre giorni fa, ho temuto che mi scoppiasse il cuore. Ti ho amata fin dal primo istante!
No, io non mi abbandono a false illusioni. So che tu non verresti mai da me nel mio letamaio.
Ti ho vista nascosta dietro una foglia di castagno, mentre scivolavi con eleganza verso la staccionata accanto alla tana delle lepri.. Siccome probabilmente non ci incontreremo più, oso dirti: tu sei l’essere più bello che abbia mai visto! Il tuo corpo così snello, i tuoi delicati tentacoli e i teneri occhi, la tua incomparabile conchiglia…
Dalla natura hai ricevuto tutti i doni e le qualità che mi sono state negate. Sei di una morbidezza e purezza divine, mentre io sono duro e fetido. I tuoi movimenti sono una delizia per gli occhi, mentre io struscio goffo e pesante. La tua indole è nobile ed emana sicurezza, io invece sono stupido e melanconico.
Non piaccio a nessuno, tutti mi scansano e non posso nemmeno dar loro torto..
Sono uno scarabeo stercorario. Ma sotto la mia brutta corazza nera, nel mio cuore, sono tutt’ altra cosa.
Amata chiocciola! Se questa lettera ti raggiungerà, rendimi lo scarabeo più felice del mondo e rispondimi!
Le mie speranze più audaci si realizzerebbero, se potessi vederti ancora una volta, magari da lontano…
Forse domani il tuo cammino ti farà passare vicino al mio letamaio. Attenderò quel giorno!
Il tuo scarabeo che ti adora e ti ama.
(Erwin Moser)

in ascolto del cuore

Lettera a un amico lontano

Mio caro amico,
il pensiero di te non mi abbandona mai! Ogni mio risveglio è allietato dal tuo sguardo, che è un ricordo, ma che percepisco presente, perché i tuoi occhi, pieni di bontà e di amore, mi fissano e mi infondono speranza e coraggio, ed io vado incontro al nuovo giorno con la certezza di non essere solo.
Amico caro, nelle ore successive al risveglio sento che sei presente, sento che sei con me, e anche le azioni più semplici e banali assumono un diverso significato….Non ti sento, ma so che mi parli, perché quello che compio lo compio nel tuo nome e seguendo il tuo esempio.
Aspetto, con ansia, il tuo ritorno, e sono certo che verrai e con la tua presenza tutto tornerà ad andare per…il giusto verso! Sappi che non ho dimenticato nulla di quanto facevamo insieme, ed alcuni gesti che erano nostri, ora sono “riti quotidiani”
Non so dove pensarti ora, amico mio, ma so che dovunque tu ti trovi il mio pensiero è in grado di raggiungerti!
Grazie per aver acceso la “fiamma dell’amicizia” nel mio cuore, e di averlo fatto fin dal primo incontro, quando nella tua stretta di mano ho percepito la tua lealtà e il tuo valore!
Ti aspetto: non tardare.
Lascio accesa per te la lampada sulla veranda, perché tu possa sempre vedere la strada di casa….e tornare a qualsiasi ora e con qualsiasi tempo.
Ti abbraccio……………………………………
(SD)

in ascolto del cuore

da Lettera a mio figlio sulla felicità 

“Allora compresi una cosa molto importante: il dolore fa parte della vita. La disperazione fa parte della vita. A volte anche toccare il fondo fa parte della vita. Ma non è assolutamente la fine. E’ solo l’inizio di qualcosa di più grande, qualcosa in grado di arricchire il tuo spirito molto di più di ogni altra esperienza vissuta fino a quel momento. Così come la nostra età non è altro che uno scherzo del tempo, allo stesso modo il dolore non è altro che un aspetto della vita. Non mi stancherò mai di ribadirlo: la felicità e la pace spirituale si possono raggiungere, sempre, non importa quanto ci si senta profondamente perduti, perchè il tempo guarisce ogni cosa. Certo, occorre essere pazienti. Niente accade in un battito di ciglia , o dalla sera alla mattina: anzi succede proprio quando meno te lo aspetti, e porta con sè un effetto straordinario: smetti di combattere contro il tuo destino: accetta l’esistenza per ciò che è, e invece di continuare a lottare per raggiungere i tuoi obiettivi, cedi semplicemente il timone alla vita, perchè sia lei a guidarti verso la meta. Comincia a vivere un giorno alla volta. La sconfitta completa è l’accettazione della propria realtà: ecco il punto di partenza per costruirsi un’esistenza ricca dal punto di vista spirituale. Un’esistenza che ti permetterà di godere tutte le cose belle che hai, e di cominciare a recuperare quelle che sono recuperabili. Quando imparerai ad accettarti per come sei, allora e solo allora ti sentirai rinato. Affronta le normali difficoltà come normali scalini del sentiero verso la pace. Accetta questo mondo, a volte doloroso, per come è, e non per come lo vorresti, fiducioso che Dio – o come tu vorrai chiamarlo – si farà carico di tutto se ti arrenderai alla Sua volontà. Così non soltanto sarai felice in questa vita, ma straordinariamente ed eternamente felice nella prossima”. (Sergio Bambarèn)

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